TY  -  JOUR
AU  -  Centola, Marco
AU  -  Capogrossi, Maurizio C.
T1  -  Ruolo del G-CSF e GM-CSF nel trattamento 
dell’infarto miocardico acuto e dell’ischemia critica 
degli arti inferiori
PY  -  2014
Y1  -  2014-09-01
DO  -  10.1714/1640.17970
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  9
SP  -  465
EP  -  474
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1640.17970
N2  -  Nonostante i progressi della terapia farmacologica e riperfusiva, molti pazienti affetti da infarto miocardico acuto (IMA) ed ischemia critica degli arti inferiori (CLI) rappresentano una popolazione con prognosi infausta. Studi recenti suggeriscono che la mobilizzazione di cellule del midollo osseo con il fattore di crescita dei granulociti (G-CSF) ed il fattore di crescita dei granulociti e macrofagi (GM-CSF) possa avere un effetto favorevole nei pazienti con IMA e CLI. Tale beneficio potrebbe essere ascrivibile all’angiogenesi e all’incremento della perfusione nel tessuto ischemico mediato dai progenitori delle cellule endoteliali. Molte controversie sono emerse in quanto i trial clinici pubblicati hanno studiato l’effetto della mobilizzazione di cellule del midollo osseo in popolazioni eterogenee di pazienti, con diversi tempi di somministrazione del farmaco rispetto all’evento acuto e alla strategia di riperfusione, utilizzando differenti endpoint clinici e tecniche dissimili di valutazione della funzione contrattile e dei volumi cardiaci. Tuttavia, questi studi clinici di piccole dimensioni hanno fornito risultati interessanti che hanno suggerito il disegno di ampi studi clinici di fase III finalizzati a stabilire in maniera definitiva se la mobilizzazione di cellule del midollo osseo possa avere un ruolo favorevole nel trattamento dei pazienti affetti da IMA e CLI.
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