TY  -  JOUR
AU  -  Cherubini, Antonella
AU  -  Mureddu, Gian Francesco
AU  -  Temporelli, Pier Luigi
AU  -  Frisinghelli, Anna
AU  -  Clavario, Piero
AU  -  Cesana, Francesca
AU  -  Fattirolli, Francesco
AU  -  a nome dell’Area Prevenzione Cardiovascolare ANMCO
T1  -  Appropriatezza delle procedure diagnostiche 
in prevenzione cardiovascolare: 
di che cosa possiamo fare a meno?
PY  -  2014
Y1  -  2014-04-01
DO  -  10.1714/1497.16507
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  4
SP  -  253
EP  -  263
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1497.16507
N2  -  Negli ultimi anni vi è stato un incremento esponenziale dell’utilizzo della diagnostica strumentale sia invasiva che non invasiva in ambito cardiologico. Gli esami strumentali, soprattutto quelli non invasivi sono prescritti spesso in maniera inappropriata. Quando le indagini comportano esposizione a radiazioni ionizzanti, è importante tenere conto del rischio biologico reale per il paziente che cresce esponenzialmente in caso di indagini multiple. D’altra parte non vi è una dimostrazione univoca che l’utilizzo delle indagini diagnostiche possa migliorare l’outcome, ovvero prevenire gli eventi cardiovascolari. Tra i pazienti sottoposti a test di imaging, circa un sesto dei casi non assume terapia adeguata e frequentemente non vengono apportate modifiche di terapia a conclusione dell’iter diagnostico. L’appropriatezza delle indicazioni appare un obiettivo prioritario. Questa revisione della letteratura, volta ad identificare le indagini diagnostiche che, in prevenzione cardiovascolare primaria, secondaria e terziaria non apportano alcun contributo alla gestione del paziente, risponde alla necessità di ottimizzare le risorse disponibili, contenere la spesa e ridurre le indagini non appropriate potenziando i percorsi riconosciuti come più efficienti.
ER  -   
