TY  -  JOUR
AU  -  Bobbio, Marco
AU  -  Abrignani, Maurizio G.
AU  -  Caldarola, Pasquale
AU  -  Casolo, Giancarlo
AU  -  Fattirolli, Francesco
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Grimaldi, Massimo
AU  -  Mazzotta, Gianfranco
AU  -  Roncon, Loris
AU  -  Tozzi, Quinto
AU  -  Vallebona, Alessandro
T1  -  “Fare di più non significa fare meglio”.
Le proposte dell’ANMCO
PY  -  2014
Y1  -  2014-04-01
DO  -  10.1714/1497.16505
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  4
SP  -  244
EP  -  252
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1497.16505
N2  -  Negli ultimi anni si è osservato in campo medico e soprattutto cardiologico un crescente uso delle metodiche diagnostiche e degli interventi terapeutici. Una loro significativa proporzione appare però inappropriata, cioè potenzialmente ridondante, pericolosa, costosa e poco utile. Recentemente il documento Medical Professionalism in the New Millennium: A Physician Charter, il programma Putting the Charter into Practice dell’American Board of Internal Medicine (ABIM) Foundation, le iniziative High-Value, Cost-Conscious Care dell’American College of Physicians e le serie di articoli di JAMA Less Is More e del BMJ Too Much Medicine hanno iniziato a fornire ai medici indicazioni per affrontare l’iperprescrizione nelle cure sanitarie. Nel 2010 la proposta di Brody alle società scientifiche di indicare le 5 procedure mediche ad alto rischio di inappropriatezza ha ispirato la campagna dell’ABIM Foundation Choosing Wisely. Come parte di Choosing Wisely, ciascuna società scientifica partecipante ha creato liste Things Physicians and Patients Should Question, che forniscono raccomandazioni specifiche, basate sull’evidenza che medici e pazienti dovrebbero discutere per compiere scelte sagge sulle più appropriate cure individuali. In Italia, Slow Medicine ha lanciato l’analoga campagna Fare di più non significa fare meglio. L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), riconoscendo la necessità di ottimizzare le risorse disponibili ed evitare procedure cardiovascolari non necessarie, implementando modelli di cura più efficienti, ha aderito all’iniziativa. Un gruppo di lavoro ad hoc ha preparato una lista di 5 procedure cardiologiche, il cui uso routinario sembra inappropriato nel nostro Paese, che dopo essere stata sottoposta ad un processo di revisione interna viene presentata in questo articolo.
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