TY  -  JOUR
AU  -  Bekbossynov, Serik
AU  -  Medressova, Assel
AU  -  Murzagaliyev, Muradym
AU  -  Salov, Roman
AU  -  Dzhetybayeva, Saltanat
AU  -  Andossova, Saltanat
AU  -  Bekbossynova, Makhabbat
AU  -  Pya, Yuriy
T1  -  Programma chirurgico per il trattamento 
dell’insufficienza cardiaca – l’esperienza del Kazakhstan
PY  -  2014
Y1  -  2014-03-01
DO  -  10.1714/1463.16161
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  3
SP  -  144
EP  -  148
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1463.16161
N2  -  In Kazakhstan per ragioni geografiche e culturali non si è potuto sviluppare un programma di trapianto cardiaco. Pertanto, si è implementato un programma chirurgico per il trattamento dell’insufficienza cardiaca avanzata e refrattaria, orientato principalmente all’impianto di sistemi di assistenza ventricolare (VAD). Il programma, sostenuto e finanziato dal sistema sanitario nazionale, si basa su un singolo Centro cardiochirurgico altamente specializzato per gli interventi, e su un’infrastruttura regionale per il follow-up post-dimissione. I coordinatori regionali del programma VAD sono formati presso il Centro di riferimento nazionale. Essi sono incaricati dei controlli periodici del paziente, della prescrizione della terapia anticoagulante e antipiastrinica, e dell’educazione dei pazienti e dei caregiver, soprattutto per quanto riguarda la medicazione in asepsi del tramite di uscita del cavo di alimentazione e la stabilizzazione del cavo stesso. Dal novembre 2011 al novembre 2013 sono stati impiantati 100 dispositivi in 95 pazienti, soprattutto come assistenza al ventricolo sinistro (LVAD): HeartMate II, n=70, HeartWare, n=25. L’età media era 49.5 anni e l’87% dei pazienti era di sesso maschile. La maggior parte dei pazienti presentava profilo INTERMACS 4 (55%), seguiti da quelli con profilo 3 o 2 (circa 17% ciascuno). Il miglioramento sintomatico è testimoniato dalla variazione di classe NYHA, da III-IV nel preoperatorio a I-II a 3 mesi. Nello stesso intervallo di tempo, la distanza percorsa al test del cammino dei 6 min è passata da 152 a 440 m, mentre il valore di NT-proBNP si è ridotto da 6997 a 1126 pg/ml. In sintesi, quando e dove non può essere implementato un programma di trapianto, il trattamento con LVAD rappresenta un’alternativa realistica. I punti chiave per il successo di un programma VAD sono la presenza di un team multidisciplinare specializzato e dedicato presso il Centro cardiochirurgico, un’organizzazione strutturata diffusa sul territorio per il follow-up, un rimborso adeguato per le strutture che offrono questa terapia, e il supporto da parte del servizio sanitario.
ER  -   
