TY  -  JOUR
AU  -  Durante, Alessandro
AU  -  Latib, Azeem
AU  -  Pizzetti, Giuseppe
AU  -  Colombo, Antonio
AU  -  Camici, Paolo G.
T1  -  Incidenza del no-reflow calcolata su oltre 19 000 
angioplastiche primarie ed elettive in un singolo centro ad alto volume
PY  -  2014
Y1  -  2014-02-01
DO  -  10.1714/1424.15780
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  2
SP  -  110
EP  -  115
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1424.15780
N2  -  Razionale. Il fenomeno del no-reflow (NR) è relativamente frequente nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) sottoposti a rivascolarizzazione coronarica percutanea (PCI). Tuttavia la sua reale incidenza e valore prognostico, derivati sinora da campioni di pazienti relativamente ridotti, rimangono non ben definiti. Materiali e metodi. Abbiamo analizzato retrospettivamente 19290 procedure consecutive di PCI portate a termine nel nostro ospedale fra gennaio 1998 e novembre 2010. Il NR è stato definito come un flusso TIMI ≤2 al termine della procedura. Risultati. Nei 1257 pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria il NR è stato riscontrato nel 9.4% dei casi e la discendente anteriore è risultata il vaso più frequentemente coinvolto. I pazienti con ­STEMI e NR avevano tempi di ischemia maggiori e una malattia più spesso multivasale rispetto a quelli con una buona riperfusione. Nei pazienti STEMI con NR gli inibitori della glicoproteina IIb/IIIa sono stati utilizzati nel 60.2%, il nitroprussiato nel 39.6%, la ­trombo­aspirazione nel 10.7% e l’adenosina nell’8.7%. Nei restanti 18 033 pazienti sottoposti a PCI che non avevano STEMI, il NR si è verificato solamente nello 0.2% dei casi. Alla dimissione i pazienti con NR avevano una frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta (50.3 ± 7.2 vs 44.9 ± 8.4%; p<0.01). Durante il follow-up i pazienti STEMI con evidenza di NR hanno mostrato un tasso maggiore di eventi avversi (morte, infarto miocardico non fatale, rivascolarizzazione coronarica, riospedalizzazione per causa cardiaca: 67.8 vs 36.9%, p=0.001), morti per tutte le cause (25.4 vs 13.2%, p<0.01), infarto miocardico non fatale (13.6 vs 4.8%, p<0.01) e ricoveri per scompenso cardiaco (13.6 vs 4.8%, p<0.001) rispetto ai pazienti STEMI ben riperfusi. Conclusioni. I nostri dati derivano da una vasta popolazione di pazienti trattati in un singolo centro e permettono quindi una stima più corretta dell’impatto del NR. Il fenomeno è molto più frequente nei pazienti con STEMI ed ha un importante significato prognostico negativo in questa popolazione di pazienti.
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