TY  -  JOUR
AU  -  Ferlini, Marco
AU  -  Mafrici, Antonio
AU  -  Marzegalli, Maurizio
AU  -  Piccaluga, Emanuela
AU  -  Sponzilli, Carlo
AU  -  Bramucci, Ezio
AU  -  Visconti, Luigi Oltrona
T1  -  Utilizzo upstream degli antiaggreganti piastrinici orali nei pazienti con infarto miocardico acuto 
con sopraslivellamento del tratto ST 
trattati con angioplastica primaria
PY  -  2014
Y1  -  2014-02-01
DO  -  10.1714/1424.15778
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  2
SP  -  90
EP  -  98
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1424.15778
N2  -  Le attuali linee guida per il trattamento dell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) – trattato con angioplastica primaria – raccomandano la somministrazione di una doppia terapia antiaggregante con aspirina e un inibitore orale dell’ADP il “più presto possibile”, prima dello studio coronarografico, anche se tale indicazione non è stata validata da studi randomizzati ad hoc. La presente revisione della letteratura ha considerato i risultati dei principali studi e registri che hanno utilizzato clopidogrel, prasugrel o ticagrelor nei pazienti con infarto miocardico trattati con angioplastica primaria al fine di valutare se la loro somministrazione upstream possa essere giustificata nella pratica clinica. Un’evidenza a favore della somministrazione precoce emerge per il clopidogrel, seppure solamente da dati di tipo osservazionale. Non sono invece stati identificati dati per prasugrel e ticagrelor. Tuttavia, la recente dimostrazione nei pazienti con STEMI di un ridotto e più lento raggiungimento del loro effetto antiaggregante rispetto all’atteso potrebbe comunque giustificarne una precoce somministrazione, così da ottenere la piena efficacia nelle prime ore postprocedurali con l’obiettivo primario di prevenire eventi potenzialmente catastrofici come la trombosi acuta dello stent, a spese di un aumento dei sanguinamenti in caso di bypass aortocoronarico. Solamente gli studi randomizzati potranno dimostrare se la somministrazione preospedaliera di prasugrel o ticagrelor sia in grado di migliorare la riperfusione coronarica e l’outcome clinico con un accettabile rapporto rischio-beneficio.
ER  -   
