TY  -  JOUR
AU  -  Armellini, Ilaria
AU  -  Zanuttini, Davide
AU  -  Nucifora, Gaetano
AU  -  Proclemer, Alessandro
T1  -  Ruolo dello studio coronarografico urgente 
nella gestione dei pazienti rianimati 
da arresto cardiaco extraospedaliero: 
dalla revisione della letteratura alla pratica clinica
PY  -  2014
Y1  -  2014-02-01
DO  -  10.1714/1424.15777
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  2
SP  -  79
EP  -  89
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1424.15777
N2  -  L’arresto cardiocircolatorio extraospedaliero è un evento relativamente comune, alla cui origine spesso vi è una sindrome coronarica acuta. La mortalità dei pazienti ricoverati dopo il ripristino di circolazione spontanea è ancora elevata e largamente condizionata dallo sviluppo di danno cerebrale anossico e dalla progressiva instabilizzazione emodinamica. Negli ultimi anni, l’implementazione di strategie per la gestione della sindrome post-arresto cardiaco ha consentito di migliorare l’outcome ospedaliero di questi pazienti. L’ipotermia terapeutica è divenuta il caposaldo della neuroprotezione e ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza ospedaliera con buon recupero neurologico. Vi è stato, inoltre, un crescente interesse per il ruolo della strategia coronarica invasiva precoce (coronarografia e angioplastica coronarica percutanea). L’indicazione allo studio coronarografico urgente nel post-arresto cardiaco, che appare ben consolidata nello scenario del paziente con ECG diagnostico di infarto miocardico acuto, è ancora oggetto di dibattito nel caso di pazienti con ECG non diagnostico o con persistente stato comatoso dopo rianimazione cardiopolmonare. Studi osservazionali recenti hanno dimostrato che la strategia coronarica invasiva precoce migliora la sopravvivenza anche in questi gruppi di pazienti e inducono all’ampliamento delle indicazioni alla coronarografia/angioplastica coronarica percutanea urgente a tutti i sopravvissuti ad arresto cardiocircolatorio di presunta eziologia cardiaca, in associazione a strategie di neuroprotezione quando indicate.
ER  -   
