TY  -  JOUR
AU  -  Faccini, Alessia
AU  -  Franchini, Stefano
AU  -  Sabbadini, Maria Grazia
AU  -  Camici, Paolo G.
T1  -  Coinvolgimento cardiaco a riposo in pazienti affetti 
da sclerosi sistemica: differenze fra forma diffusa 
e forma limitata
PY  -  2014
Y1  -  2014-01-01
DO  -  10.1714/1394.15518
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  15
IS  -  1
SP  -  44
EP  -  50
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1394.15518
N2  -  Razionale. Nei pazienti affetti da sclerosi sistemica l’interessamento cardiaco da parte della malattia conferisce una prognosi negativa. Tuttavia, vista anche la frequente asintomaticità di tale quadro clinico, la prevalenza di tale coinvolgimento d’organo rimane ancora non ben definita. In questo studio abbiamo classificato le principali manifestazioni di interessamento cardiaco identificate a riposo in una coorte di pazienti affetti da sclerosi sistemica (SSc), confrontandone la prevalenza nei pazienti affetti dalla forma limitata (lcSSc) con quella dei pazienti affetti dalla forma diffusa (dcSSc), tenendo inoltre in considerazione la durata di malattia. Materiali e metodi. Tutti i 174 pazienti sclerodermici giunti al nostro Istituto dal 2001 al 2011 sono stati sottoposti ad una valutazione clinica completa che comprendeva elettrocardiogramma ed ecocardiogramma. I pazienti sono stati classificati in base al sottotipo di malattia (dcSSc vs lcSSc) e per 121 pazienti è stato possibile risalire alla durata di malattia al momento della visita. Ciascun sottotipo di malattia è stato ulteriormente suddiviso in base alla durata di malattia, valutata a partire dall’esordio del fenomeno di Raynaud. Risultati. Rispetto ai pazienti affetti da lcSSc, quelli affetti da dcSSc hanno manifestato una più alta prevalenza di coinvolgimento cardiaco a riposo quando valutati entro 5 ed entro 10 anni dall’esordio del fenomeno di Raynaud (p=0.0051 a 5 anni e p=0.035 a 10 anni). In particolare, nei pazienti con dcSSc la prevalenza di disturbi di conduzione atrioventricolare è risultata maggiore in quelli con una durata di malattia ?20 anni (p=0.03 a 10 anni e p=0.04 a 20 anni) e la prevalenza di anomalie valvolari in quelli con una durata di malattia ?5 anni (p=0.04). Nei pazienti affetti da dcSSc è stata inoltre riscontrata una maggiore prevalenza di disturbi del ritmo in quelli con una durata di malattia ?20 anni e >20 anni (p=0.04 a 20 anni e p=0.04 dopo 20 anni), ma non nel sottogruppo di coloro con una durata di malattia ?5 anni e ?10 anni. L’ipertrofia ventricolare sinistra è risultata più frequente nella dcSSc solo dopo 20 anni di malattia (p=0.02). Conclusioni. La malattia cardiaca si manifesta prima e in modo più frequente nei pazienti affetti da dcSSc rispetto a quelli con lcSSc, confermando il differente decorso dei due sottotipi di malattia.
ER  -   
