TY  -  JOUR
AU  -  Proclemer, Alessandro
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  Lunati, Maurizio
AU  -  Padeletti, Luigi
AU  -  Rebellato, Luca
AU  -  Ghidina, Marco
AU  -  Bianco, Giulia
AU  -  Bernardelli, Emanuela
AU  -  Pucher, Elsa
AU  -  Gregori, Dario
T1  -  Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2012. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
PY  -  2013
Y1  -  2013-11-01
DO  -  10.1714/1360.15091
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  11
SP  -  784
EP  -  796
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/09/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1360.15091
N2  -  Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD. Anche per l’anno 2012 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai centri italiani collaboranti. Metodi. Il Registro PM-ICD accoglie prospettivamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 25 611 impianti di PM (18 870 primi impianti e 6741 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 245. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 80 anni (74 I quartile; 86 III quartile). Le indicazioni ECG hanno riguardato difetti della conduzione atrioventricolare nel 41.9% dei primi impianti, aspetti della malattia del nodo del seno nel 26.0%, fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nel 13.7%, altre indicazioni nel 18.4%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (21.7% dei primi impianti). PM monocamerali sono stati utilizzati nel 29.0% dei primi impianti, PM bicamerali nel 61.3%, PM biventricolari nell’1.7% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nell’8.0%. Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 16 606 impianti (11 393 primi impianti e 5213 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 427. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (62 I quartile; 77 III quartile). La prevenzione primaria ha riguardato il 68.6% dei primi impianti, quella secondaria il 31.4%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 9.0%. ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 29.4% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 37.6% e ICD biventricolari nel 32.9%. Conclusioni. Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche. Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il costante aumento degli impianti in prevenzione primaria e un elevato utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial.
ER  -   
