TY  -  JOUR
AU  -  Banfi, Cristina
AU  -  Brioschi, Maura
AU  -  Tremoli, Elena
T1  -  La proteomica in campo cardiovascolare:sfide ed opportunità per la cardiologia del futuro
PY  -  2013
Y1  -  2013-07-01
DO  -  10.1714/1308.14458
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  7
SP  -  495
EP  -  503
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1308.14458
N2  -  La proteomica è una nuova scienza che ha come oggetto di studio il “proteoma”, termine coniato nel 1994 per definire il complemento proteico codificato da un genoma. È ormai chiaro che, se i progetti di genomica consentono, in teoria, di ottenere, sulla base dell’universalità del codice genetico, le sequenze di tutte le proteine di un determinato organismo, ciò non è sufficiente a descrivere il funzionamento della macchina cellulare che, in effetti, dipende da una serie di aspetti difficilmente decifrabili del messaggio genico. Le acquisizioni della scienza hanno portato a rivisitare il dogma centrale della biologia ovvero la concezione secondo cui ad ogni gene “nasce” una proteina secondo un flusso unidirezionale: un gene, infatti, può essere coinvolto nella sintesi di molte proteine, al contrario una proteina può avere a che fare con più geni ed i frammenti di DNA possono venire riorganizzati e trascritti in molti modi diversi. Ecco perché il numero di proteine in un organismo è di gran lunga superiore al numero dei geni. Le proteine giocano un ruolo fondamentale in ogni aspetto della fisiologia cellulare, controllano numerose funzioni biochimiche e subiscono alterazioni nei processi patologici. Di conseguenza, il proteoma ha un significato dinamico, a differenza del concetto statico di genoma, poiché in corrispondenza di stimoli, interni o esterni alla cellula, i prodotti dell’espressione del genoma possono variare notevolmente. La proteomica può essere quindi definita come lo studio dei proteomi nella loro complessità con lo scopo di identificare e caratterizzare i continui cambiamenti dell’espressione proteica in un sistema biologico in diverse condizioni fisiologiche e patologiche. Per limiti di spazio è impossibile descrivere in questa rassegna le molteplici applicazioni che la proteomica trova attualmente nei campi più svariati, dall’ingegneria metabolica, all’identificazione di marcatori diagnostici molecolari, allo sviluppo di nuovi farmaci. Ci limiteremo pertanto ad accennare solo ad alcuni esempi applicativi della proteomica in campo cardiovascolare che a nostro avviso possono consentire al lettore di apprezzare le potenzialità di questa nuova disciplina scientifica nella definizione dei meccanismi molecolari che determinano l’insorgenza di una patologia. La cardioproteomica è senza dubbio ancora nella sua fase embrionale e, fino ad ora, ci sono solo pochi esempi in letteratura di studi applicati alle patologie cardiovascolari umane. Possiamo però anticipare che la proteomica ha contribuito enormemente all’acquisizione di nuove informazioni sulla composizione strutturale del miocardio umano identificando in dettaglio proteine appartenenti ad organelli (es. mitocondri, reticolo sarcoplasmatico) e nuove modificazioni post-traduzionali. Queste ultime rivestono un ruolo importante nello scenario delle patologie cardiache perché, andando a modificare la funzionalità di una proteina, ne possono alterare la funzione biologica. In conclusione, l’applicazione della proteomica allo studio delle patologie cardiovascolari porterà sicuramente ad una maggiore comprensione della biologia e a comprendere le fasi e i meccanismi di sviluppo delle malattie, identificare nuovi marcatori per una diagnostica precoce, e, possibilmente, identificare nuovi bersagli molecolari per opportuni interventi terapeutici.
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