TY  -  JOUR
AU  -  Corradi, Francesco
AU  -  Paolini, Luca
AU  -  De Caterina, Raffaele
T1  -  La ranolazina nella prevenzione della cardiotossicità 
da antracicline – presupposti razionali
PY  -  2013
Y1  -  2013-06-01
DO  -  10.1714/1280.14156
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  6
SP  -  424
EP  -  437
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1280.14156
N2  -  Le antracicline sono considerate tra i farmaci antitumorali più efficaci. Esse tuttavia possono indurre cardiotossicità, dose-dipendente e cumulativa, con conseguente scompenso cardiaco. Oggi si ritiene che i meccanismi molecolari di citotossicità antitumorale e di cardiotossicità siano differenti, e si è perciò alla ricerca di farmaci che proteggano dalla cardiotossicità senza compromettere la risposta chemioterapica alle antracicline. L’ipotesi eziopatogenetica prevalente della cardiotossicità da antracicline è la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS). Le ROS, iperattivando la proteina chinasi II calcio (Ca 2+)-calmodulina-dipendente (CaMKII), possono indurre sovraccarico di Ca2+ diastolico secondario all’attivazione della corrente del sodio (Na+) tardiva (INaL). Inoltre, è noto che le alterazioni della INaL possono innescare un circolo vizioso che aggrava lo stress ossidativo e genera stress energetico, determinando cioè una forte deplezione dell’ATP simile a quella che accade nei cardiomiociti e nei cuori esposti alle antracicline. Nella presente rassegna ipotizziamo che le antracicline, iperattivando la CaMKII con meccanismo ROS-dipendente, possano causare alterazioni della INaL, capaci di indurre un circolo vizioso che aggrava lo squilibrio redox e determina disfunzioni meccaniche ed elettrofisiologiche tipiche dello scompenso cardiaco. Sulla base di questa ipotesi passiamo in rassegna le caratteristiche cliniche e molecolari della ranolazina, il più potente inibitore noto della INaL, e analizziamo la possibilità che essa possa fungere da cardioprotettore contro la cardiotossicità da antracicline.
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