TY  -  JOUR
AU  -  Bontempi, Luca
AU  -  Vassanelli, Francesca
AU  -  Lipari, Alessandro
AU  -  Pagnoni, Carlo
AU  -  Locantore, Elisa
AU  -  ElMaghawry, Mohamed
AU  -  Salghetti, Francesca
AU  -  Cerini, Manuel
AU  -  Curnis, Antonio
T1  -  Il ruolo dei farmaci antiaritmici nella fibrillazione atriale
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13946
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  76
EP  -  81
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13946
N2  -  La fibrillazione atriale (FA) è la più frequente aritmia cardiaca sostenuta, associata ad un significativo aumento del rischio di eventi tromboembolici e mortalità. Dai 50 anni in poi la prevalenza dell’aritmia raddoppia ogni 10 anni, essendo più comune nel sesso maschile ed arrivando al 5.9% in pazienti con più di 65 anni. Il trattamento della FA ha come primo obiettivo il ripristino ed il mantenimento del ritmo sinusale. I farmaci fino ad oggi utilizzati presentano limitazioni in termini di effetti collaterali e pro-aritmici, a fronte di un limitato effetto antiaritmico. Le recenti linee guida europee per il trattamento della FA hanno sottolineato come la terapia antiaritmica farmacologica per mantenere il ritmo sinusale è di aiuto per i sintomi correlati all’aritmia. L’amiodarone è il farmaco con il maggior potenziale per il mantenimento del ritmo sinusale anche nella popolazione anziana. Altri farmaci attualmente in uso sono la flecainide, il propafenone, il sotalolo e i più recenti dronedarone e vernakalant. Ad oggi non vi è un consenso unanime nelle società scientifiche per la gestione del paziente con FA: per quanto riguarda gli anziani, che tutt’oggi rappresentano la percentuale maggiore di pazienti affetti da FA, è necessaria una valutazione ancor più individualizzata.
ER  -   
