TY  -  JOUR
AU  -  Ungar, Andrea
AU  -  Rafanelli, Martina
T1  -  La sincope
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13944
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  63
EP  -  68
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/07
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13944
N2  -  La sincope è un sintomo frequente nella popolazione anziana, con una prevalenza del 10% ed un rischio di recidiva a 2 anni del 33%. La morbosità legata alla sincope è molto rilevante nell’anziano, per il rischio di frattura, depressione, paura di cadere e aumento del rischio di disabilità ed istituzionalizzazione. L’età avanzata è associata ad un aumentato rischio di mortalità a breve e lungo termine dopo la sincope. La sincope neuromediata (51%) e la forma ortostatica (12%) sono le forme più comuni nell’anziano. La forma ortostatica è molto frequente nella popolazione ultra75enne (30%). Un approccio diagnostico standardizzato, basato su un’accurata valutazione iniziale (anamnesi, esame obiettivo, ECG e prova di ipotensione ortostatica), seguita da una valutazione neuroautonomica completa (tilt test e massaggio dei seni carotidei secondo il metodo dei sintomi), o da una valutazione cardiologica (dall’ecocardiografia fino alla coronarografia o alla scintigrafia polmonare quando indicate), porta ad una diagnosi eziologica nel 90% dei casi anche nel paziente anziano. Considerando la frequenza della sindrome seno-carotidea nell’anziano, le linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) suggeriscono di eseguire il massaggio dei seni carotidei già al momento della valutazione iniziale nel paziente anziano. L’iter diagnostico è completato dall’uso del monitoraggio elettrocardiografico prolungato (con loop recorder esterni o impiantabili), utile quando non è stato possibile identificare l’eziologia della sincope con gli esami standard. Per una corretta gestione del paziente con sincope (diagnosi, stratificazione del rischio, trattamento e follow-up) le linee guida ESC propongono l’istituzione di Syncope Unit multidisciplinari (con particolare collegamento tra cardiologi, geriatri e neurologi), che hanno dimostrato di ridurre il numero di esami inappropriati e di ricoveri ospedalieri e aumentare la percentuale di diagnosi nel paziente anziano con sincope.
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