TY  -  JOUR
AU  -  Cester, Alberto
AU  -  Scevola, Moreno
AU  -  Buoso, Sandro
T1  -  Assistenza allo scompenso cardiaco cronico:
dalla rete assistenziale alla gestione della terminalità
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13943
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  60
EP  -  62
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13943
N2  -  In Geriatria, scompenso cardiaco terminale, età avanzata e morte rappresentano spesso una sorta di continuum clinico ed esistenziale. L’accompagnamento ad una morte dignitosa e quanto più possibile priva di sofferenze è una missione che richiede un elevato grado di attenzione e preparazione culturale da parte non solo della Geriatria, ma anche delle altre specialità e società scientifiche interessate alla gestione della terminalità. I professionisti coinvolti in questo settore si trovano troppo spesso in difficoltà nell’individuare le condizioni che segnano il confine tra la prosecuzione delle cure specifiche e l’indicazione a sospenderle. La gestione della terminalità richiede lo sviluppo della capacità di identificare e trattare la complessità della fragilità del paziente; discernere le condizioni nelle quali la prosecuzione delle terapie specifiche è ancora appropriata; formare i giovani medici nelle attente modalità di comunicazione necessarie per affrontare queste delicate situazioni; affrontare e soddisfare le aspettative dei familiari di fronte alla morte. È anche necessario saper distinguere tra medicina tecnologica ed umanistica, attraverso la messa in atto di capacità umane, culturali e di coordinamento complessivo e la condivisione di queste capacità con tutti gli attori coinvolti, ponendo sempre al centro dell’attenzione la dignità del paziente. Lo scompenso cardiaco avanzato o terminale è un peculiare settore clinico nel quale sfruttare adeguatamente le interazioni tra ospedale, ambulatori dedicati di distretto con le capacità di cooperazione – ma anche le aspettative – dei familiari. I team di valutazione multidimensionale, introdotti per la prima volta nella pratica clinica dai geriatri, guidano i piani di trattamento individualizzati e condividono una parte delle conoscenze con i team cardiologici. La potenziale dicotomia, ed il dibattito scientifico, fra trattamento aggressivo ed eutanasia non deve impedire di affrontare temi di rilevanza cruciale quali la sospensione della terapia.
ER  -   
