TY  -  JOUR
AU  -  Buzzatti, Nicola
AU  -  Alfieri, Ottavio
T1  -  C’è spazio per la chirurgia dello scompenso cardiaco nell’ultraottantenne?
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13941
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  52
EP  -  56
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13941
N2  -  Gli ultra80enni affetti da scompenso cardiaco cronico presentano frequentemente diverse comorbosità ed un certo grado di fragilità intrinseca. Queste si associano ad un aumentato rischio operatorio e possono inficiare i miglioramenti, in termini di sopravvivenza e qualità della vita, ottenuti generalmente dalle moderne tecniche chirurgiche. La selezione dei pazienti è perciò fondamentale: diversi score sono disponibili per valutare il rischio chirurgico, e la valutazione della qualità di vita, attesa ed osservata, rimane altrettanto fondamentale. In questo scenario complesso, un approccio Heart Team è fortemente consigliato, per garantire ad ogni persona un trattamento individualizzato: è bene infatti evitare di perseguire ad ogni costo un approccio chirurgico completo, facendo solo ciò da cui il paziente può trarre reale beneficio, omettendo sapientemente ciò che è superfluo. Questi pazienti, inoltre, beneficiano spesso significativamente di un periodo preoperatorio di ottimizzazione clinica e di un approccio graduale. Con un’adeguata selezione, le moderne tecniche chirurgiche di bypass aortocoronarico, sostituzione valvolare aortica e plastica/sostituzione mitralica (le più frequenti in questi pazienti) si associano a risultati ragionevolmente buoni. Nuove tecnologie stanno emergendo per trattare pazienti inoperabili o ad elevato rischio chirurgico, promettendo di espandere l’offerta terapeutica per gli anziani affetti da scompenso cardiaco cronico, ma non possono mai prescindere da un approccio integrato Heart Team.
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