TY  -  JOUR
AU  -  Fumagalli, Stefano
AU  -  Gabbai, Debbie
AU  -  Baldasseroni, Samuele
AU  -  Padeletti, Luigi
T1  -  I dispositivi negli anziani con scompenso cardiaco cronico
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13939
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  40
EP  -  45
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13939
N2  -  La rilevanza epidemiologica e clinica dello scompenso cardiaco cronico (SCC) è sempre più importante per l’invecchiamento della popolazione. Nonostante i progressi raggiunti dalla terapia medica, la prognosi dello SCC è gravata ancora da una mortalità elevata. L’introduzione nella pratica clinica degli stimolatori per la resincronizzazione cardiaca (CRT) e del defibrillatore impiantabile (ICD) ha determinato una riduzione significativa della mortalità per SCC. Nonostante i dati epidemiologici e clinici, in letteratura sono presenti poche evidenze sull’utilità di CRT e ICD in età avanzata, generalmente ottenute da studi osservazionali. Per quanto riguarda la CRT, lo studio InSync/InSync ICD, condotto su 1787 pazienti, ha dimostrato che non esistono differenze età-correlate nella prevalenza di responder al trattamento (60% circa) e nell’incidenza di complicanze procedurali (11%). Per quanto riguarda l’ICD, nei 6311 pazienti dell’Italian Clinical Service Project, è stato possibile osservare che il 22.6% dell’eccesso di mortalità nei più anziani era attribuibile alla comorbosità. Devono essere ancora chiariti gli effetti di CRT e ICD in relazione all’età, qualità della vita, livello di autonomia e profilo cognitivo; questo permetterà di analizzare più compiutamente aspetti etici e di costo-efficacia, essenziali per definire linee guida di trattamento per pazienti clinicamente complessi e a rischio di gravi complicanze.
ER  -   
