TY  -  JOUR
AU  -  Onder, Graziano
T1  -  Gli studi osservazionali: vantaggi e limiti
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13938
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  35
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13938
N2  -  I trial clinici randomizzati sono considerati il metodo di riferimento per stabilire l’efficacia di trattamenti e generare medicina basata sulle evidenze. Tuttavia, per criteri di arruolamento spesso troppo selettivi, esistono dubbi sulla generalizzabilità dei loro risultati. I trial clinici randomizzati esplorano infatti gli effetti dei trattamenti in un paziente “medio”, spesso lontano dagli anziani del mondo reale, caratterizzati da comorbosità croniche associate a deterioramento funzionale e/o cognitivo. Gli studi osservazionali sono stati proposti come metodo alternativo per analizzare l’efficacia clinica di trattamenti nella popolazione anziana “reale”, con problemi clinici compositi. A differenza dei trial clinici randomizzati, essi indagano i risultati nella pratica clinica, e riflettono in tal modo la vera aderenza al trattamento in esame. La disponibilità di enormi database di alta qualità offre il potenziale per condurre ricerca ed audit più aderenti alla pratica clinica. Essi sono un terreno fertile per la conduzione di studi osservazionali e per generare ipotesi di lavoro e nuova ricerca epidemiologica, purché completi dei dati di tutti i pazienti consecutivi, con definizioni standardizzate di malattie ed esiti, e con tutte le variabili potenzialmente in grado di influenzare i risultati. È dimostrato che il loro potenziale viene largamente accresciuto se si collegano con altri database, come quelli socio-demografici.
ER  -   
