TY  -  JOUR
AU  -  Marchionni, Niccolò
AU  -  Orso, Francesco
AU  -  Cherubini, Antonio
T1  -  Evidence-based versus evidence-biased medicine
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13936
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  26
EP  -  30
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13936
N2  -  Per la presenza di multiple malattie croniche, gli anziani sono i maggiori consumatori di risorse sanitarie. Nonostante ciò, i trial clinici randomizzati (RCT) hanno generalmente escluso la maggioranza degli anziani per una serie di ragioni, che vanno dalle comorbosità, alla disabilità o al deterioramento cognitivo. Revisioni sistematiche dimostrano che tali rigidi criteri di esclusione, spesso poco giustificati, sono operativi anche negli RCT attualmente in corso, persino su condizioni croniche ad elevata prevalenza nella popolazione anziana quali lo scompenso cardiaco. Seguendo questa metodologia, anche quando hanno arruolato apprezzabili numeri di pazienti anziani, gli RCT hanno generalmente testato l’efficacia dei farmaci in pazienti “ideali”, con poche condizioni associate, nessuna limitazione funzionale e ottima aderenza. Per tali motivi, la loro generalizzabilità alla popolazione anziana della pratica clinica è sostanzialmente limitata, generando una evidence-biased piuttosto che una evidence-based medicine. Studi osservazionali di elevata qualità, che possono essere una valida alternativa di ricerca, hanno dimostrato che il beneficio clinico netto conseguito con vari trattamenti è non solo comparabile, ma spesso addirittura maggiore di quello osservato in pazienti più giovani e robusti. Le Agenzie Regolatorie italiana ed europea stanno riconoscendo la necessità di generare evidenze di efficacia dei trattamenti proprio nella popolazione anziana fragile.
ER  -   
