TY  -  JOUR
AU  -  Di Bari, Mauro
AU  -  Rubbieri, Gaia
T1  -  Comorbosità, disabilità, fragilità
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1714/1261.13933
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  3
SP  -  6
EP  -  11
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1261.13933
N2  -  In Italia, l’aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto gli 80 anni negli uomini e gli 85 anni nelle donne; quella a 80 anni è addirittura cresciuta, in circa 50 anni, del 61% e del 55%, rispettivamente, per effetto di cure più efficaci e della minore letalità di molte malattie. Per contro, è aumentato il peso delle malattie croniche, spesso coesistenti in quadri definiti di comorbosità o multimorbosità, a seconda che si consideri o meno una patologia principale. Tali condizioni aumentano nell’anziano il rischio di morte e riducono l’autonomia funzionale e, quindi, devono essere attentamente considerate con la valutazione geriatrica multidimensionale. In questa, ha un ruolo centrale la valutazione funzionale, per identificare gli anziani disabili nelle attività di base e strumentali della vita quotidiana e quelli fragili . La fragilità è frutto della progressiva inefficienza dei meccanismi di mantenimento dell’omeostasi biologica e si manifesta con la riduzione della performance fisico-funzionale. Malattie acute e croniche possono contribuire alla fragilità riducendo le riserve funzionali e slatentizzando deficit fino a quel momento compensati. Di conseguenza, l’approccio all’anziano, che spesso è caratterizzato da multimorbosità, disabilità e fragilità, non può limitarsi alla valutazione e al trattamento della sola malattia d’organo, ma deve assumere una valenza globale.
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