TY  -  JOUR
AU  -  Conte, Giulio
AU  -  Coppini, Lucia
AU  -  Demola, Maria Antonietta
AU  -  Ardissino, Diego
T1  -  Un caso di tempesta aritmica in una paziente 
con variante di torsione di punta ad intervallo 
di accoppiamento breve
PY  -  2013
Y1  -  2013-01-01
DO  -  10.1714/1207.13375
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  14
IS  -  1
SP  -  76
EP  -  78
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1207.13375
N2  -  La torsione di punta (TdP) ad intervallo di accoppiamento breve è una rara variante di tachicardia ventricolare polimorfa ad eziologia sconosciuta innescata da un battito ventricolare prematuro ad intervallo di accoppiamento estremamente breve (<300 ms). L’aritmia si presenta in pazienti privi di cardiopatia strutturale e non è associata a prolungamento critico dell’intervallo QT. Dal momento che il verapamil sembra essere l’unico farmaco in grado di prevenire le recidive aritmiche ma non di annullare il rischio di morte cardiaca improvvisa, il posizionamento del defibrillatore automatico (ICD) è sempre raccomandato. Descriviamo il caso clinico di una paziente di 46 anni priva di cardiopatia strutturale e con regolare intervallo QT, giunta presso il nostro Pronto Soccorso per cardiopalmo aritmico. L’ECG d’ingresso mostrava run di tachicardia ventricolare polimorfa non sostenuta ed intervallo QTc ai limiti della norma (450 ms). Dopo il ricovero si verificava un episodio di TdP innescato da un battito ventricolare con intervallo di accoppiamento breve (280 ms) che richiedeva manovre rianimatorie e ripristino del ritmo sinusale mediante DC-shock. La morfologia del primo battito della TdP era la stessa di alcuni battiti ventricolari prematuri presenti all’ECG di superficie. Nelle ore successive la paziente veniva sottoposta ad ecocardiografia transtoracica, tomografia computerizzata e risonanza magnetica cardiaca che non evidenziavano anomalie di rilievo. Si procedeva pertanto ad impianto di ICD ed avvio di terapia farmacologica con verapamil (240 mg/die). A distanza di 12 mesi dalla dimissione si verificava un episodio di tempesta aritmica per cui la paziente veniva riospedalizzata e si procedeva ad incremento del dosaggio del verapamil a 480 mg/die con scomparsa dei battiti ventricolari prematuri unifocali dall’ECG di superficie. Il successivo follow-up a 3 anni risultava libero da recidive aritmiche.
ER  -   
