TY  -  JOUR
AU  -  Volpe, Massimo
AU  -  Ambrosioni, Ettore
AU  -  Borghi, Claudio
AU  -  Cottone, Santina
AU  -  Cuspidi, Cesare
AU  -  De Luca, Nicola
AU  -  Fallo, Francesco
AU  -  Ferri, Claudio
AU  -  Morganti, Alberto
AU  -  Muiesan, Maria Lorenza
AU  -  Sarzani, Riccardo
AU  -  Sechi, Leonardo
AU  -  Virdis, Agostino
AU  -  Tocci, Giuliano
AU  -  Agabiti-Rosei, Enrico
AU  -  Trimarco, Bruno
AU  -  Filippi, Alessandro
AU  -  Mancia, Giuseppe
T1  -  Strategie per migliorare il controllo della pressione arteriosa in Italia: dalla stratificazione del rischio cardiovascolare globale alla terapia di combinazione. Documento di Indirizzo 2012 della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA)
PY  -  2012
Y1  -  2012-12-01
DO  -  10.1714/1188.13170
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  12
SP  -  853
EP  -  860
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1188.13170
N2  -  Studi clinici osservazionali dimostrano come la percentuale di pazienti affetti da ipertensione arteriosa in trattamento che raggiunga gli obiettivi pressori raccomandati (140/90 mmHg) non superi il 30-40%. Di contro, studi clinici di intervento dimostrano come sia possibile raggiungere un controllo dei valori pressori entro i limiti raccomandati in una percentuale pari al 70-80% dei pazienti con ipertensione arteriosa, soprattutto attraverso l’impiego di strategie di combinazione razionali, efficaci e ben tollerate. Al fine di colmare il gap tra il controllo pressorio attuale e quello auspicato e per conseguire una più efficace prevenzione cardiovascolare, la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa ha progettato una strategia operativa volta a raggiungere una percentuale di pazienti controllati prossima al 70% entro il 2015. Tale obiettivo può essere realisticamente raggiunto mediante un uso razionale dei presidi oggi disponibili, ed anche attraverso un’implementazione dell’uso della terapia di combinazione, soprattutto se tale approccio può essere semplificato in un’unica pillola, possibilità terapeutica oggi disponibile anche in Italia. Dal momento, infatti, che circa il 70-80% dei pazienti affetti da ipertensione arteriosa richiede una terapia di associazione basata su almeno due classi di farmaci per raggiungere gli obiettivi pressori raccomandati, appare di importanza strategica una maggiore implementazione di questa strategia nella pratica clinica quotidiana. Nell’ambito delle diverse associazioni disponibili, l’uso di una strategia di combinazione basata su farmaci che antagonizzano il sistema renina-angiotensina, come antagonisti recettoriali dell’angiotensina ed inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, in associazione con farmaci diuretici e/o calcioantagonisti, ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori e di sospensione della terapia prescritta, in presenza di una maggiore efficacia antipertensiva e di una migliore tollerabilità rispetto alla monoterapia. Il presente documento della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa si propone di raccogliere le principali indicazioni per implementare l’uso della terapia di combinazione nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, al fine di migliorare il controllo dei valori pressori in Italia.
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