TY  -  JOUR
AU  -  De Caterina, Raffaele
AU  -  Renda, Giulia
T1  -  Il dabigatran come alternativa al warfarin 
nella prevenzione del tromboembolismo 
nella fibrillazione atriale
PY  -  2012
Y1  -  2012-11-01
DO  -  10.1714/1179.13063
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  11
SP  -  19
EP  -  27
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1179.13063
N2  -  La fibrillazione atriale (FA) è un fattore di rischio importante per l’ictus cerebrovascolare ischemico, e la terapia antitrombotica è qui indicata in base alla stratificazione del rischio tromboembolico e del rischio emorragico del paziente. Evidenze recenti indicano la possibilità di sostituire i farmaci anticoagulanti orali tradizionali anti-vitamina K, la cui efficacia nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con FA è stata ampiamente dimostrata, con nuovi anticoagulanti orali (NAO), meglio tollerati e più maneggevoli, con un più basso rischio di emorragia intracranica, senza interazioni alimentari, minori interazioni farmacologiche, e che non richiedono un frequente monitoraggio di laboratorio per l’ottimizzazione del dosaggio. Tra i NAO, il dabigatran etexilato è un potente inibitore diretto competitivo della trombina. È stato valutato sui pazienti con FA nello studio RE-LY, che ha mostrato, alla dose di 150 mg bid, una minore incidenza di ictus ed embolia sistemica con incidenza simile di emorragie maggiori rispetto al warfarin, e, alla dose di 110 mg bid, una non inferiorità rispetto al warfarin in termini di ictus ed embolia sistemica con una minore incidenza di emorragie maggiori. Accanto al dabigatran, altri NAO, appartenenti al gruppo degli inibitori orali del fattore Xa, stanno emergendo per la prevenzione degli eventi tromboembolici nella FA. Nonostante gli ovvi vantaggi dei NAO sugli anti-vitamina K, sono necessarie informazioni ulteriori per capire quali pazienti possano avvantaggiarsi maggiormente del beneficio da parte dei NAO, sulla base della loro farmacocinetica e delle caratteristiche dei pazienti. È necessario inoltre stabilirne efficacia e sicurezza a lungo termine nella vita reale.
ER  -   
