TY  -  JOUR
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
AU  -  Riva, Letizia
T1  -  Stratificazione del rischio tromboembolico e profilassi 
antitrombotica nella fibrillazione atriale
PY  -  2012
Y1  -  2012-11-01
DO  -  10.1714/1179.13062
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  11
SP  -  11
EP  -  18
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1179.13062
N2  -  La fibrillazione atriale (FA) si associa ad un rischio di ictus ed embolie sistemiche considerevolmente elevato (4.5% per anno). La terapia anticoagulante orale (TAO) con warfarin a dosi adeguate (INR 2.0-3.0) è in grado di ridurre sensibilmente il rischio tromboembolico della FA, mentre l’aspirina ha un’efficacia modesta. La stratificazione del rischio tromboembolico può essere attuata utilizzando sistemi a punteggio quali il CHADS2 score e il CHA2DS2-VASc score. Quest’ultimo stratifica in maniera più accurata i pazienti a rischio tromboembolico medio-basso. Le più recenti linee guida europee ed americane sulla FA hanno ampliato le indicazioni alla TAO, raccomandandola non solo nei pazienti ad alto rischio, ma anche in quelli a rischio intermedio, ovvero con CHADS2 score ≥1. Tuttavia nella pratica clinica in considerazione dei numerosi limiti della TAO si assiste ad un ampio sottoutilizzo, ad una qualità non ottimale dell’anticoagulazione e a frequenti interruzioni del trattamento. Esiste pertanto una forte aspettativa per i nuovi farmaci anticoagulanti orali, l’inibitore diretto della trombina dabigatran etexilato e gli inibitori diretti del fattore Xa rivaroxaban e apixaban, che sono risultati almeno non inferiori per efficacia nei confronti del warfarin e più sicuri, e che sembrano rappresentare una reale alternativa terapeutica al vecchio warfarin.
ER  -   
