TY  -  JOUR
AU  -  Tovena, Daniela Maria
AU  -  Inzoli, Alessandro
AU  -  Donato, Giorgio
AU  -  Gazzaniga, Pietrocarlo
AU  -  Bianchessi, Clara
T1  -  Complicanze cardiovascolari della terapia antineoplastica
PY  -  2012
Y1  -  2012-10-01
DO  -  10.1714/1167.12943
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  10
SP  -  165
EP  -  170
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1167.12943
N2  -  Nelle ultime decadi la terapia oncologica ha cambiato la storia naturale di molti tipi di cancro che ora possono considerarsi guaribili o alla stregua di malattie croniche o lentamente progressive. È noto che la chemioterapia e la radioterapia possono essere cardiotossiche. Le antracicline sono tra gli agenti antitumorali più attivi e i loro effetti cardiaci sono conosciuti da tempo. Inoltre stanno emergendo potenziali effetti cardiovascolari di altri agenti chemioterapici come i taxani e gli antimetaboliti (capecitabina) e dei nuovi farmaci a bersaglio molecolare (gli anticorpi monoclonali trastuzumab e bevacizumab e gli inibitori delle tirosino-chinasi come il sunitinib). I pazienti trattati con chemioterapia sono considerati soggetti con un rischio cardiovascolare maggiore rispetto alla popolazione generale, cosicché aver ricevuto una chemioterapia può essere considerato un nuovo fattore di rischio cardiovascolare. In questo articolo vengono brevemente riassunte le principali tossicità cardiovascolari causate dalle terapie farmacologiche antitumorali e come cardiologi, oncologi e medici di medicina generale possono affrontare il paziente oncologico durante il trattamento attivo o quando è in follow-up, per prevenire o trattare gli eventi avversi cardiovascolari.
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