TY  -  JOUR
AU  -  Nodari, Savina
AU  -  Triggiani, Marco
AU  -  Manerba, Alessandra
AU  -  Lupi, Laura
AU  -  Dei Cas, Livio
T1  -  Terapia farmacologica dello scompenso cardiaco cronico: realtà e prospettive
PY  -  2012
Y1  -  2012-10-01
DO  -  10.1714/1167.12939
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  10
SP  -  145
EP  -  151
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1167.12939
N2  -  Il trattamento medico ottimale dello scompenso cardiaco comprende farmaci in grado di migliorare i sintomi legati al sovraccarico emodinamico (diuretici) e di antagonizzare l’iperattivazione neurormonale (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, sartani, betabloccanti e antagonisti recettoriali dell’aldosterone), oltre all’impianto di dispositivi nei pazienti ad elevato rischio di morte improvvisa (defibrillatore) o con importante desincronizzazione cardiaca (terapia di resincronizzazione cardiaca). Tuttavia, nonostante il significativo miglioramento prognostico ottenuto con i trattamenti attualmente raccomandati dalle linee guida internazionali, il numero di ospedalizzazioni per scompenso cardiaco acuto è in costante incremento con un conseguente impegno crescente in termini di risorse umane ed economiche. È diventato imperativo pertanto cercare di individuare altri possibili target terapeutici in fattori implicati nella patogenesi e progressione della dis­funzione miocardica. Questo ha portato negli ultimi anni alla realizzazione di studi clinici volti a testare gli effetti sugli outcome mortalità e ospedalizzazioni non solo di farmaci in grado di garantire una maggiore e più completa inibizione dell’attivazione neurormonale, ma anche di molecole agenti sulla frequenza cardiaca e sul metabolismo del miocita.
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