TY  -  JOUR
AU  -  Locati, Emanuela T.
AU  -  Vargiu, Sara
AU  -  Mulargia, Ederina
AU  -  Ardito, Corrado
AU  -  Schirru, Milena
AU  -  Pedretti, Stefano
AU  -  Negrini, Franca
AU  -  Lunati, Maurizio
T1  -  I nuovi dispositivi impiantabili nella gestione del paziente: ruolo e prospettive del monitoraggio remoto 
nel controllo dei defibrillatori impiantabili
PY  -  2012
Y1  -  2012-10-01
DO  -  10.1714/1167.12918
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  10
SP  -  36
EP  -  40
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1167.12918
N2  -  Molti studi hanno ormai dimostrato che il monitoraggio remoto (HM) dei portatori dei dispositivi impiantabili è vantaggioso sia per il paziente, che effettua controlli molto più ravvicinati e personalizzati, permettendo una più precoce identificazione di eventuali problemi ed evitando visite non necessarie, che per gli ospedali, che riducono progressivamente le risorse impiegate a controlli routinari, spesso non necessari, dedicandosi invece alla gestione dei pazienti nel momento in cui insorgono reali problemi clinici. Secondo le attuali linee guida nazionali ed europee, l’HM può sostituire il controllo ambulatoriale, riducendo così il carico di controlli ambulatoriali da effettuare nel singolo paziente (al posto di controlli ogni 6-8 mesi, è così possibile effettuare un controllo ambulatoriale annuale per una valutazione clinica globale del paziente, mentre ogni 1-3 mesi vengono effettuati controlli remoti tramite sistemi di HM). Ad oggi però i progetti di HM, benché raccomandati dalle linee guida nazionali ed europee, non hanno ancora una specifica tariffazione nell’ambito del tariffario del Sistema Sanitario Nazionale, pertanto non possono essere svolti come attività istituzionali nell’ambito dell’ospedale, e numerose criticità dovranno essere risolte per una piena utilizzazione dei sistemi di HM nella gestione clinica dei pazienti, in particolare nei pazienti affetti da scompenso cardiaco a più alto rischio di morte cardiaca.
ER  -   
