TY  -  JOUR
AU  -  Mazzuoli, Francesco
AU  -  Castelli, Gabriele
AU  -  Nozzoli, Carlo
AU  -  Verdiani, Valerio
AU  -  Muscas, Fabrizio
AU  -  Mammucari, Massimo
AU  -  Condorelli, Gianluigi
AU  -  Pecciarini, Giovanni
AU  -  Sarli, Ennio
AU  -  Gensini, Gian Franco
AU  -  a nome dei Ricercatori del Gruppo di Studio Pilota della Regione Toscana sulla Continuità Assistenziale nello Scompenso Cardiaco (vedi Appendice)
T1  -  Continuità assistenziale nello scompenso cardiaco:
Studio Pilota della Regione Toscana
PY  -  2012
Y1  -  2012-09-01
DO  -  10.1714/1133.12490
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  9
SP  -  615
EP  -  621
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1133.12490
N2  -  Razionale. Lo scompenso cardiaco (SC) rappresenta una della più importanti cause di ospedalizzazione e spesa sanitaria, particolarmente nei pazienti anziani. Una stretta collaborazione fra specialisti ospedalieri e medici di medicina generale potrebbe contribuire a migliorare queste criticità. Ai fini di valutarne i vantaggi in termini di ospedalizzazioni ed impatto sull’organizzazione sanitaria, in collaborazione con la Regione Toscana e con il Ministero della Salute è stato disegnato un programma di continuità assistenziale ospedale-territorio della durata di 12 mesi, che coinvolgeva specialisti ospedalieri, medici di medicina generale e infermieri. Materiale e metodi. Il programma utilizzava una cartella informatizzata web-based; il monitoraggio dei pazienti da parte degli specialisti e degli infermieri era coordinato dal medico di medicina generale di riferimento. Sono stati arruolati 106 pazienti (78.3% maschi, età media 74.6 anni) con frazione di eiezione ventricolare sinistra media 49% e indice di Charlson medio 2.2. Risultati. È stata evidenziata una riduzione statisticamente significativa del numero di ospedalizzazioni e di chiamate verso le strutture di emergenza medica territoriale rispetto all’anno precedente. Il 69.8% dei pazienti manteneva a 12 mesi un quadro di SC stabile; il 17.0% mostrava una riduzione della classe NYHA, il 13.2% un peggioramento della classe NYHA. Conclusioni. I dati preliminari ottenuti da questo studio pilota suggeriscono che la cooperazione fra l’ospedale ed i sistemi medici territoriali, basata su una gestione comune dei dati mediante un sistema informatizzato web-based, permette di ottenere una migliore gestione degli interventi del sistema sanitario, una riduzione delle ospedalizzazioni ed un miglioramento del controllo clinico del paziente con SC. Un’estensione dell’applicazione di questo programma volta a validare tali conclusioni è in corso in un contesto sia intra- che extraregionale.
ER  -   
