TY  -  JOUR
AU  -  Ferri, Luca
AU  -  Farina, Andrea
AU  -  Lenatti, Laura
AU  -  Malafronte, Cristina
AU  -  Ruffa, Franco
AU  -  Piatti, Luigi
AU  -  Maggiolini, Stefano
AU  -  Lorenzi, Giovanni
AU  -  Gamba, Amando
AU  -  Catena, Emanuele
AU  -  Achilli, Felice
T1  -  Dalla unità di cura coronarica alla terapia intensiva 
cardiologica: l’evoluzione del Dipartimento 
Cardiovascolare dell’Ospedale di Lecco
PY  -  2012
Y1  -  2012-09-01
DO  -  10.1714/1133.12489
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  9
SP  -  607
EP  -  614
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1133.12489
N2  -  Razionale. Negli ultimi anni sono avvenuti profondi cambiamenti nelle caratteristiche dei pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC). Nel dicembre 2009 è iniziata presso il nostro ospedale l’attività cardiochirurgica: scopo del lavoro è stato valutare il cambiamento dell’attività della nostra UTIC dopo la riorganizzazione del Dipartimento Cardiovascolare. Materiali e metodi. Tutti i 1674 pazienti ricoverati presso la nostra UTIC da gennaio 2009 a dicembre 2010 sono stati arruolati in questo registro retrospettivo. Risultati. Nel 2010 il numero dei pazienti inviati da altri ospedali o da altri reparti è aumentato in modo significativo (da 17.2% a 28.3%; p<0.001). Sono aumentati anche i pazienti ricoverati per infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (da n=190 ad n=230, p<0.001), shock (da n=20 a n=50, p<0.001), edema polmonare (da n=47 a n=64, p<0.05), arresto cardiaco (da n=2 a n=8, p<0.05), dissezione aortica (da n=0 a n=12; p<0.001). Al contrario il numero dei pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta con GRACE risk score <140 si è ridotto (da n=169 a n=52, p<0.001). In parallelo si è osservato un aumento significativo del ricorso a contropulsazione aortica (dal 2.0% al 5.6% dei casi, p<0.001), emofiltrazione (dallo 0.3% al 3.1%, p>0.001), ventilazione non invasiva (dal 5.6% al 10.5%, p<0.001) e ventilazione meccanica (dallo 0% al 4.1%, p<0.001). Il ricorso a presidi invasivi è stato particolarmente frequente nei sottogruppi di pazienti affetti da shock, sindrome coronarica acuta con GRACE risk score >200 e scompenso cardiaco. Nonostante l’aumento della complessità della casistica trattata la mortalità in UTIC non è cambiata (3.1% vs 2.9%). Conclusioni. L’apertura della Cardiochirurgia e l’adozione di un modello di organizzazione dipartimentale basato sulla forte condivisione delle competenze cardiologiche, cardiorianimatorie e cardiochirurgiche ha facilitato l’accesso in UTIC di pazienti con patologie ad alto profilo di rischio e ha consentito di implementare competenze intensive e l’utilizzo di presidi terapeutici avanzati in ambito cardiologico.
ER  -   
