TY  -  JOUR
AU  -  Serdoz, Laura Vitali
AU  -  Fabris, Enrico
AU  -  Lutman, Cristina
AU  -  Merlo, Marco
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  Sinagra, Gianfranco
T1  -  Morte cardiaca improvvisa nella disfunzione 
ventricolare da cardiopatia ischemica: 
il ruolo del defibrillatore impiantabile 
tra evidenze, linee guida e buon senso clinico
PY  -  2012
Y1  -  2012-09-01
DO  -  10.1714/1133.12487
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  9
SP  -  592
EP  -  601
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1133.12487
N2  -  La disfunzione ventricolare sinistra persistente nonostante terapia medica ottimizzata costituisce un’indicazione basata sull’evidenza all’impianto di defibrillatore automatico (ICD). Tuttavia, per evitare “ipersemplificazioni” che non gioverebbero né ai pazienti né alla comunità, le decisioni cliniche sulle strategie terapeutiche complesse, specie se associate ad un significativo impegno in termini psicologici per il paziente, economici e di risorse umane, non possono basarsi esclusivamente sul rilievo strumentale di un solo parametro alterato come la frazione di eiezione del ventricolo sinistro. In alcuni casi una indicazione non ponderata o inappropriata all’impianto di ICD potrebbe configurarsi come inutile o addirittura dannosa. In questa rassegna viene valutato il ruolo di vari aspetti clinico-funzionali nel porre indicazione all’impianto di ICD in prevenzione primaria della morte improvvisa nei pazienti con cardiopatia ischemica. Per ottimizzare l’impatto reale sulla sopravvivenza e la qualità di vita, anche nell’ottica di una medicina sostenibile, appare infatti necessario attuare scelte personalizzate, che considerino parametri come l’età biologica, il profilo di comorbilità, la possibilità di ridurre il rischio aritmico mediante rivascolarizzazione e l’intervallo di tempo tra l’evento ischemico e l’impianto.
ER  -   
