TY  -  JOUR
AU  -  Volpe, Massimo
AU  -  Pignatelli, Giulia
AU  -  Paneni, Francesco
T1  -  La politerapia in prevenzione cardiovascolare: 
problemi aperti
PY  -  2012
Y1  -  2012-07-01
DO  -  10.1714/1114.12246
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  7
SP  -  503
EP  -  510
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/09/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1114.12246
N2  -  Nonostante i considerevoli progressi nel trattamento delle malattie cardiovascolari, i nuovi casi di infarto miocardico, ictus cerebrale e scompenso cardiaco sono in continuo incremento. L’attuale pandemia di obesità, ipertensione e diabete, è fortemente responsabile dell’attuale carico di malattie cardiovascolari, nonché della crescente spesa sanitaria globale. Nonostante l’attuazione di numerose campagne di prevenzione cardiovascolare, il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare risulta ancora insoddisfacente. Tra l’altro, una inadeguata attuazione di modifiche virtuose dello stile di vita comporta un aumento del consumo di farmaci antipertensivi e ipocolesterolemici. Ne deriva un impiego spesso sproporzionato del numero di farmaci cardiovascolari già in fase di prevenzione o nei primi stadi di malattia. Il termine politerapia, utilizzato per descrivere l’impiego di 5 o più farmaci, risulta estremamente frequente nell’ambito della prevenzione cardiovascolare. Tra l’altro, la politerapia si associa paradossalmente ad un insuccesso terapeutico spesso derivante da una scarsa aderenza ad un trattamento complesso, aumento degli effetti collaterali, prescrizione inappropriata, scarsa comunicazione medico-paziente e scarsa educazione del paziente. L’aumento dell’aspettativa di vita collegato al trattamento tempestivo dell’infarto miocardico e ad una migliore gestione dello scompenso cardiaco sta determinando un progressivo invecchiamento della popolazione ed un aumento delle comorbilità. Ciò comporta la prescrizione di più farmaci con peggioramento della compliance e incremento degli effetti collaterali. Negli ultimi anni è stato proposto l’impiego di una “polipillola” allo scopo di limitare il numero di compresse previste negli schemi di politerapia in fase di prevenzione. L’impiego di diversi principi attivi in un’unica pillola potrebbe contribuire al raggiungimento dei target nell’ipertensione arteriosa e nelle dislipidemie. Tuttavia, i risultati in prevenzione primaria sono ancora preliminari e mancano dati prospettici sull’efficacia di tale strategia in termini di morbilità e mortalità. Questo articolo propone un’analisi critica dei problemi collegati alla politerapia soprattutto nell’ambito della prevenzione cardiovascolare.
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