TY  -  JOUR
AU  -  De Caterina, Raffaele
AU  -  Orlando, Donatella
AU  -  Berti, Valentina
AU  -  Coccheri, Sergio
T1  -  Aspirina nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari: come bilanciare rischi e benefici
PY  -  2012
Y1  -  2012-07-01
DO  -  10.1714/1114.12245
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  7
SP  -  494
EP  -  502
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1114.12245
N2  -  Mentre l’uso dell’aspirina nella profilassi secondaria delle malattie cardiovascolari su base aterotrombotica è ben codificato, permangono moltissime incertezze in prevenzione primaria. Queste dipendono da un dubbio rapporto rischio-beneficio, in considerazione del basso rischio aterotrombotico delle popolazioni da trattare a fronte di un rischio non trascurabile di sanguinamenti. Aree particolarmente problematiche sono quelle del diabete e della vasculopatia periferica asintomatica, in cui né trial singoli né metanalisi possono al momento permettere di raccomandarne l’uso con certezza. Questa rassegna ha lo scopo di fare il punto sul tema e sulle aree di studio ancora da affrontare, e di fornire un’argomentazione ragionata su come comportarsi praticamente in prevenzione primaria con aspirina, in attesa di evidenze più conclusive. Gli autori, sulla base dei risultati di numerosi studi clinici e di metanalisi, e considerando soprattutto i numeri assoluti del beneficio (eventi cardiovascolari evitati) e del rischio (eventi emorragici maggiori associati all’uso dell’aspirina), raccomandano di limitare tale uso in prevenzione primaria, ai soggetti apparentemente sani portatori di un rischio globale stimato ≥2 eventi cardiovascolari/100 pazienti-anno, in relazione ai punteggi proposti nelle tabelle del Progetto Cuore (www.progettocuore.it). Tale soglia dovrebbe essere adottata anche per la prevenzione primaria nei soggetti con diabete di tipo 2 e/o con arteriopatia periferica asintomatica.
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