TY  -  JOUR
AU  -  Stolfo, Davide
AU  -  Piazza, Rita
AU  -  Cassin, Matteo
AU  -  Grandis, Umberto
AU  -  Antonini-Canterin, Francesco
AU  -  Pavan, Daniela
AU  -  Nicolosi, Gian Luigi
T1  -  Forame ovale pervio e ictus cardioembolico: 
l’eterno dilemma
PY  -  2012
Y1  -  2012-07-01
DO  -  10.1714/1114.12243
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  7
SP  -  474
EP  -  489
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/09/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1114.12243
N2  -  L’ictus ischemico costituisce una delle maggiori cause di mortalità e la più importante causa di disabilità nel mondo occidentale. La sua associazione con il forame ovale pervio rappresenta una delle tematiche più controverse in letteratura, anche perché l’embolia paradossa spesso non è una diagnosi di certezza. Non esistono ad oggi studi randomizzati che dimostrino inequivocabilmente la causalità di questa associazione. Confrontando le linee guida internazionali emergono sostanziali differenze fra raccomandazioni date dalle diverse Società Scientifiche, a conferma dell’incertezza che ancora circonda questo campo. Attualmente la superiorità della chiusura percutanea transcatetere sulla sola terapia medica non è stata confermata, in parte a seguito della variabilità di criteri di inclusione, tecnica di approccio e terapia peri- e postprocedurale tra diversi studi. Inoltre la procedura è relativamente recente e pochi studi ci hanno fornito dati univoci sulla sicurezza ed efficacia nel lungo termine. Un’attenta valutazione delle caratteristiche cliniche del paziente e dell’anatomia del forame ovale diviene importante nel guidare la scelta che non può che essere personalizzata sul singolo paziente. Sulla base delle evidenze disponibili questa rassegna riesamina l’impatto del forame ovale pervio nell’eziologia degli eventi cerebrovascolari a causa non definita ed i pro e i contro delle diverse tipologie di trattamento, in attesa di evidenze scientifiche più solide.
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