TY  -  JOUR
AU  -  Petronio, Anna Sonia
AU  -  De Carlo, Marco
AU  -  Misuraca, Leonardo
T1  -  I risultati dell’angioplastica coronarica sono uguali 
nell’uomo e nella donna?
PY  -  2012
Y1  -  2012-06-01
DO  -  10.1714/1073.11759
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  6
SP  -  414
EP  -  418
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1073.11759
N2  -  La cardiopatia ischemica presenta differenze di genere, sia per quanto riguarda le caratteristiche cliniche che i meccanismi fisiopatologici. È argomento dibattuto se tali peculiarità si ripercuotano sull’approccio diagnostico, sulle modalità di trattamento e sull’outcome di pazienti femmine rivascolarizzate mediante angioplastica coronarica. La terapia percutanea ha dimostrato nel sesso femminile fattibilità, sicurezza ed efficacia paragonabili a quelle ottenute nel sesso maschile, in tutto lo spettro clinico della cardiopatia ischemica. Dalla letteratura emerge un differente approccio diagnostico e terapeutico verso la donna affetta da cardiopatia ischemica, con una tendenza a “sottotrattare” le pazienti femmine, nonostante il peggiore profilo di rischio alla presentazione. Le donne, infatti, vengono avviate meno frequentemente a coronarografia e minore è la prescrizione di farmaci antiaggreganti, antitrombotici e antischemici. Altra problematica ancora aperta è l’eccesso di sanguinamenti che le donne sperimentano dopo somministrazione di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa. Le differenze di genere, quindi, riguardano più il settore clinico che quello interventistico. Almeno in parte, ciò è dovuto al fatto che le attuali linee guida si basano su di un modello maschile di diagnostica. È auspicabile, quindi, analizzare coorti di pazienti in cui la percentuale di individui di entrambi i sessi sia egualmente rappresentata o, meglio, coorti esclusivamente di sesso femminile, in modo da poter formulare indicazioni diagnostico-terapeutiche più mirate.
ER  -   
