TY  -  JOUR
AU  -  Palmieri, Vittorio
AU  -  Pezzullo, Salvatore
AU  -  Coltorti, Fernando
AU  -  Tavoletta, Vincenzo
AU  -  Langella, Antonello
AU  -  Scarnera, Piero
AU  -  Russo, Cesare
AU  -  Celentano, Aldo
T1  -  Resincronizzazione cardiaca: morte, riospedalizzazione e complicanze correlate all’impianto. 
Studio osservazionale triennale in un singolo centro 
del Sistema Sanitario Nazionale
PY  -  2012
Y1  -  2012-05-01
DO  -  10.1714/1065.11678
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  5
SP  -  369
EP  -  376
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1065.11678
N2  -  Razionale. Scopo dello studio è stato valutare se i benefici derivanti dalla terapia di resincronizzazione cardiaca con funzione defibrillatore (CRT-D) differiscano a seconda della classe di indicazione. Metodi. Fra 133 pazienti sottoposti consecutivamente a CRT-D tra il 2006 e il 2009, ne sono stati selezionati 103; in questi sono stati valutati retrospettivamente i tassi di mortalità per tutte le cause, di ospedalizzazione per scompenso cardiaco non fatale, di miglioramento della classe funzionale NYHA e di complicanze correlate alla procedura. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: gruppo IA (n = 65), pazienti sottoposti a CRT-D per indicazione di classe IA; gruppo IIa (n = 26), pazienti con fibrillazione atriale e QRS ≥130 ms sottoposti a CRT-D per indicazione di classe IA; gruppo non convenzionale (NC, n = 12), pazienti sottoposti ad impianto di defibrillatore successivamente esteso a CRT-D per il riscontro di classe NYHA III-IV ed evidenza ecocardiografica di dissincronia elettromeccanica. Risultati. Il gruppo IIa presentava un’età media leggermente superiore rispetto al gruppo IA (p<0.05). Il sesso, la frazione di eiezione ventricolare sinistra al momento dell’impianto, l’eziologia ischemica e il trattamento per lo scompenso cardiaco non differivano in maniera significativa tra i gruppi (tutte le p>0.1), salvo per l’uso più frequente di digitale nel gruppo IIa (p<0.05). In 3 anni di osservazione media (fino a dicembre 2010), i tassi di eventi fatali (IA: 22%; IIa: 23%; NC: 20%), di ricoveri per scompenso cardiaco non fatale (IA: 30%; IIa: 33%; NC: 22%) e le percentuali di responder (IA: 78%; IIa: 78%; NC: 78%), di revisione dell’impianto (15% in IA; 19% in IIa; 25% in NC) o di infezioni correlate alla procedura (5% in IA; 11% in IIa; 8% in NC) sono risultati comparabili tra i gruppi (tutte le p>0.5). Conclusioni. Nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato del “mondo reale”, i benefici derivanti dalla CRT-D sono simili nell’ambito delle indicazioni di classe IA, IIa o NC.
ER  -   
