TY  -  JOUR
AU  -  Capucci, Alessandro
AU  -  Guerra, Federico
AU  -  Antenucci, Cesare
AU  -  Antonicelli, Roberto
AU  -  Bocconcelli, Paolo
AU  -  Boriani, Giuseppe
AU  -  Busacca, Paolo
AU  -  Ciampani, Nino
AU  -  Della Casa, Stefano
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Galvani, Marcello
AU  -  Margheri, Massimo
AU  -  Melandri, Francesco
AU  -  Modena, Maria Grazia
AU  -  Perna, Gian Piero
AU  -  Pieri, Pierluigi
AU  -  Piovaccari, Giancarlo
AU  -  Pozzolini, Andrea
AU  -  Rapezzi, Claudio
AU  -  Villani, Giovanni Quinto
T1  -  Dronedarone: una reale innovazione o solo una valida seconda scelta? Come districarsi tra linee guida, 
agenzie regolatorie e pratica clinica quotidiana
PY  -  2012
Y1  -  2012-05-01
DO  -  10.1714/1065.11672
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  5
SP  -  326
EP  -  333
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1065.11672
N2  -  Il dronedarone è attualmente il farmaco antiaritmico con il maggior numero di studi antecedenti alla distribuzione sul mercato. Molti di questi studi hanno dimostrato una sostanziale efficacia di questa nuova molecola e un buon profilo di rischio, soprattutto nel paziente a rischio cardiovascolare medio-basso, evidenze che hanno dato al dronedarone dignità individuale nel novero degli antiaritmici utili nel contesto della fibrillazione atriale. Recenti aggiornamenti delle linee guida europee, americane ed anche italiane ne raccomandano l’uso sia nel controllo della frequenza che nel controllo del ritmo dei pazienti con fibrillazione atriale non permanente. In Italia, tuttavia, la prescrizione risulta subordinata alla compilazione del piano terapeutico nel quale il dronedarone rimane una seconda scelta dell’amiodarone, e il follow-up è gravato da un monitoraggio stretto dei livelli di alanina aminotransferasi e bilirubina, che non sempre è in grado di predire un danno epatico farmaco-indotto (verosimilmente idiosincrasico e quindi per definizione poco o per nulla prevedibile). Scopo di questo lavoro è quello di riassumere le attuali evidenze, descrivere come queste siano state recepite da gruppi di esperti internazionali e agenzie del farmaco e sintetizzate in documenti spesso in disaccordo, e definire le difficoltà del clinico nel districarsi nell’utilizzo corretto di questo nuovo agente antiaritmico nella pratica clinica.
ER  -   
