TY  -  JOUR
AU  -  Leto, Laura
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  Feola, Mauro
T1  -  L’infusione continua versus boli intermittenti 
di diuretici dell’ansa nel trattamento della fase acuta 
dello scompenso cardiaco: revisione della letteratura
PY  -  2012
Y1  -  2012-04-01
DO  -  10.1714/1056.11558
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  4
SP  -  263
EP  -  272
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1056.11558
N2  -  I diuretici dell’ansa per via endovenosa sono ampiamente usati per trattare i segni e i sintomi di sovraccarico idrico nello scompenso cardiaco acuto, una condizione clinica associata ad alti tassi di morbilità e mortalità. Benché la terapia diuretica sia ampiamente usata e fortemente raccomandata dalle più recenti linee guida, mancano studi prospettici e trial clinici randomizzati controllati così che sono carenti risultati certi circa la miglior terapia in termini di dosi, vie e modalità di somministrazione. Con la progressione dello scompenso cardiaco, l’efficacia dei diuretici dell’ansa è inficiata da meccanismi di resistenza al diuretico, caratterizzata da un diminuito effetto diuretico e natriuretico del farmaco. La presente rassegna focalizza l’attenzione sull’uso della terapia diuretica nello scompenso cardiaco acuto. L’infusione continua del farmaco sembra essere una buona opzione, da un punto di vista farmacocinetico, quando il sovraccarico idrico è refrattario alla terapia convenzionale. Alcuni studi che hanno confrontato la somministrazione a boli frazionati e l’infusione continua di diuretico dell’ansa hanno dimostrato che la seconda garantisce efficacia e sicurezza di somministrazione. L’infusione continua sembra essere in grado di produrre una concentrazione plasmatica costante di farmaco con un effetto diuretico e natriuretico più uniforme nel corso delle 24h e un miglior profilo di sicurezza (minori eventi avversi come peggioramento della funzionalità renale, squilibri elettrolitici, ototossicità). Inoltre, gli studi pubblicati non forniscono dati conclusivi circa gli effetti delle terapie su outcome clinici (mortalità, tasso di riospedalizzazione, eventi avversi).
ER  -   
