TY  -  JOUR
AU  -  Rengo, Giuseppe
AU  -  Femminella, Grazia Daniela
AU  -  Liccardo, Daniela
AU  -  de Lucia, Claudio
AU  -  Pirozzi, Elisabetta
AU  -  Pagano, Gennaro
AU  -  Mattiello, Giacomo
AU  -  Gargiulo, Paola
AU  -  Vitagliano, Alice
AU  -  Cirillo, Anna Paola
AU  -  Aruta, Salvatore Ferdinando
AU  -  Allocca, Elena
AU  -  Leosco, Dario
AU  -  Perrone-Filardi, Pasquale
T1  -  Dalla ricerca di base alla pratica clinica: 
nuove prospettive terapeutiche nello scompenso cardiaco
PY  -  2012
Y1  -  2012-04-01
DO  -  10.1714/1056.11557
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  4
SP  -  254
EP  -  262
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1056.11557
N2  -  Lo scompenso cardiaco rappresenta un enorme problema per la sanità pubblica dato che i suoi tassi di incidenza, morbilità e mortalità sono in continua ascesa. I recettori associati a proteine G rappresentano una vasta famiglia di recettori di membrana che costituiscono il target terapeutico dei più comuni farmaci utilizzati nello scompenso cardiaco, ed includono i recettori adrenergici ed i recettori dell’angiotensina. Lo scompenso cardiaco è caratterizzato dall’iperattività di diversi sistemi neurormonali (sistema nervoso simpatico, sistema renina-angiotensina-aldosterone) che esercitano ben documentati effetti negativi sul cuore. Pertanto, nel corso degli anni si è sempre mirato a poter controllare farmacologicamente l’iperattività di tali sistemi, sviluppando con successo classi di molecole che sono riuscite a ridurre la mortalità dello scompenso cardiaco, quali i betabloccanti, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina ed i sartani. Comunque, nonostante i progressi terapeutici raggiunti nelle ultime decadi, vi è tuttora la necessità di sviluppare nuove strategie terapeutiche che possano contrastare i meccanismi alla base dello sviluppo e della progressione dello scompenso cardiaco. Le più recenti acquisizioni nel campo della biologia molecolare dello scompenso cardiaco ci hanno indicato che un singolo recettore può indurre l’attivazione di multiple vie di segnale che possono avere effetti diversi, spesso opposti, a livello cellulare. Dato che le molecole sopramenzionate attualmente utilizzate in terapia agiscono bloccando i recettori nella loro porzione extracellulare, prevenendo il legame dell’agonista fisiologico, questi inibiscono indiscriminatamente tutte le vie del segnale attivate da questo specifico recettore. È tuttavia importante sottolineare che non tutte le vie del segnale attivate da tali recettori hanno effetti cardiotossici, anzi alcuni di questi sono protettivi e quindi la loro attivazione, piuttosto che il blocco, sarebbe desiderabile a scopo terapeutico. Queste riflessioni ci inducono a pensare che l’individuazione e la modulazione dell’azione di specifiche molecole coinvolte in vie del segnale selettive indotte da uno specifico recettore possano avere potenzialità terapeutiche superiori a quelle degli antagonisti farmacologici oggi utilizzati in terapia.
ER  -   
