TY  -  JOUR
AU  -  Ammirati, Enrico
AU  -  Guida, Valentina
AU  -  Rimoldi, Ornella E.
AU  -  Camici, Paolo G.
T1  -  Rivascolarizzazione del miocardio ibernato:
un problema clinico ancora irrisolto
PY  -  2012
Y1  -  2012-02-01
DO  -  10.1714/1021.11143
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  13
IS  -  2
SP  -  102
EP  -  109
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/1021.11143
N2  -  L’impatto sulla prognosi a medio e lungo termine delle procedure di rivascolarizzazione nei pazienti con disfunzione sistolica cronica del ventricolo sinistro dovuta a malattia coronarica è tuttora incerto. L’identificazione di segmenti di miocardio disfunzionali con vitalità residua che può migliorare dopo la rivascolarizzazione è fondamentale per la gestione successiva di questi pazienti. Il miocardio ibernato (cioè tessuto cronicamente disfunzionale ma ancora vitale) può essere identificato con la tomografia ad emissione di positroni e la risonanza magnetica cardiaca e la sua presenza ed estensione possono predire il recupero funzionale dopo la rivascolarizzazione. Prima che i betabloccanti fossero introdotti come trattamento standard per lo scompenso cardiaco, la rivascolarizzazione chirurgica sembrava migliorare la sopravvivenza in questi pazienti. Oggi, nuove terapie farmacologiche e dispositivi per la terapia di resincronizzazione e la defibrillazione hanno migliorato la prognosi dei pazienti con scompenso cardiaco e il loro utilizzo è supportato da una serie di studi clinici. Lo studio STICH (Surgical Treatment for Ischemic Heart Failure), appena concluso, ha valutato il beneficio prognostico aggiuntivo della rivascolarizzazione nei pazienti con dis­funzione ischemica del ventricolo sinistro. In questa rassegna verranno presentati i meccanismi fisiopatologici, i principali studi clinici e le metanalisi che si sono occupate di questo argomento negli ultimi quattro decenni. Inoltre verrà brevemente esposta la proposta di uno studio randomizzato per valutare l’effetto della rivascolarizzazione del miocardio ibernato.
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