TY  -  JOUR
AU  -  Paoli, Giorgia
AU  -  Valente, Serafina
AU  -  Ardissino, Diego
AU  -  Gensini, Gian Franco
T1  -  Disfunzione miocardica in corso di sepsi:
epidemiologia, significato prognostico e trattamento
PY  -  2011
Y1  -  2011-12-01
DO  -  10.1714/996.10825
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  12
SP  -  804
EP  -  814
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/996.10825
N2  -  Circa il 50% dei pazienti con sepsi presenta segni di interessamento cardiaco caratterizzato da dilatazione biventricolare, riduzione della contrattilità e disfunzione diastolica. Questo comporta un aumentato rischio di mortalità e si associa ad una prognosi estremamente sfavorevole in presenza di sepsi grave o shock settico, mentre nei pazienti che sopravvivono la disfunzione miocardica regredisce in 7-10 giorni. La patogenesi della disfunzione miocardica è in fase di studio da molte decadi e sebbene non sia completamente chiarita, non sembra essere causata da una riduzione del flusso coronarico, ma da sostanze circolanti che derivano dai patogeni (ad es. endotossine) e dalla risposta immunitaria ed infiammatoria dell’ospite (ad es. citochine e meccanismi legati all’ossido nitrico). La terapia di prima linea è causale ed è rappresentata dalla terapia antibiotica associata alla rimozione chirurgica del focus infettivo; in caso di sepsi severa o shock settico deve inoltre essere iniziata prontamente una terapia di supporto circolatoria e multiorgano. Questa revisione propone le conoscenze attuali circa le caratteristiche clinico-strumentali, la fisiopatologia, la prognosi e la terapia della disfunzione miocardica in corso di sepsi con un breve accenno sulle possibili prospettive terapeutiche future.
ER  -   
