TY  -  JOUR
AU  -  Consoli, Agostino
AU  -  Di Biagio, Rosamaria
T1  -  Effetti protettivi del glucagon-like peptide-1 
sulle beta-cellule: dati preclinici e studi clinici
PY  -  2011
Y1  -  2011-12-01
DO  -  10.1714/985.10684
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  12
SP  -  5
EP  -  9
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/985.10684
N2  -  L’ingravescente perdita di massa e di funzione b-cellulare rappresenta il momento patogenetico fondamentale del diabete mellito di tipo 2 e della sua progressione. Il trattamento del diabete mellito di tipo 2, quindi, si beneficerebbe oltremodo dell’impiego di farmaci capaci di arrestare la perdita di funzione b-cellulare ed, eventualmente, di ripristinarne una funzione vicino a quella fisiologica. Una serie di studi preclinici hanno dimostrato che gli agonisti recettoriali del glucagon-like peptide-1 (exenatide e liraglutide) sono in grado in vitro di favorire la neogenesi di b-cellule pancreatiche e di proteggerle verso l’apoptosi indotta da svariati stimoli. I dati in vitro sono stati confermati da dati in vivo su modelli murini di diabete mellito, nei quali ad esempio, liraglutide si è rivelata capace di limitare i danni sulle b-cellule indotti dallo stress ossidativo e dallo stress del reticolo endoplasmico. In vivo, nell’uomo, sono disponibili solo dati indiretti, basati su indici della funzione b-cellulare spesso di non comprovata affidabilità. In acuto, tuttavia, 14 settimane di trattamento con liraglutide si sono dimostrate sufficienti a migliorare significativamente la massima capacità funzionale b-cellulare. Anche 1 anno di trattamento con exenatide migliorava significativamente la risposta massimale b-cellulare, ma l’effetto si perdeva dopo 4 settimane di washout. Un miglioramento, seppure marginale, di un altro indice di funzione b–cellulare (disposition index) si osservava invece, rispetto al trattamento con glargina, dopo 3 anni di trattamento con exenatide. I dati clinici, infine, ancorché manchino ancora follow-up di sufficiente durata, sembrerebbero andare nella direzione di una persistenza di un buon controllo glicemico nel tempo (possibile indicatore di “protezione” b-cellulare) con l’assenza di un significativo peggioramento della glicemia dopo 2 anni di trattamento con liraglutide.
ER  -   
