TY  -  JOUR
AU  -  Corrado, Domenico
AU  -  Migliore, Federico
AU  -  Zorzi, Alessandro
AU  -  Siciliano, Mariachiara
AU  -  Basso, Cristina
AU  -  Schiavon, Maurizio
AU  -  Thiene, Gaetano
T1  -  L’importanza dell’elettrocardiogramma 
nella visita medico-sportiva per ridurre 
il rischio di morte improvvisa
PY  -  2011
Y1  -  2011-11-01
DO  -  10.1714/966.10541
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  11
SP  -  697
EP  -  706
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/966.10541
N2  -  La necessità dello screening pre-agonistico dell’atleta è riconosciuta dalle maggiori Associazioni Medico-Sportive e Cardiologiche internazionali. Tuttavia non esiste un consenso definitivo sulla strategia di screening da adottare per meglio identificare gli atleti a rischio di morte improvvisa. Il dibattito, tuttora aperto, è incentrato sull’utilità di includere nella valutazione cardiovascolare basale, oltre all’anamnesi familiare e personale e all’esame obiettivo, anche l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni (ECG) a riposo. Dal 1982, è in vigore in Italia un programma di screening pre-agonistico essenzialmente basato sull’ECG. L’obiettivo di questo articolo è quello di esaminare se questo programma di screening, in corso da quasi 30 anni, possa essere considerato una strategia preventiva di salute pubblica di comprovata efficacia. I risultati italiani indicano che lo screening ECG ha un’adeguata sensibilità e specificità per l’identificazione di quegli atleti affetti da cardiomiopatie e/o canalopatie potenzialmente letali, la cui esclusione dall’attività sportiva agonistica si è tradotta nella riduzione sostanziale (di circa il 90%) della mortalità durante attività sportiva. L’attuazione del programma di screening ECG di massa è stato reso possibile in Italia grazie alla limitazione dei costi nel contesto di un sistema sanitario orientato socialmente ed impegnato a promuovere progetti di prevenzione della salute pubblica. In conclusione, sulla base delle attuali evidenze scientifiche, un protocollo di screening pre-agonistico dell’atleta non può che comprendere l’ECG, la cui efficacia nel ridurre il rischio cardiovascolare durante sport è stata inequivocabilmente convalidata dalla lunga esperienza italiana. L’articolo prenderà anche in esame le evidenze scientifiche a favore e contro l’impiego dello screening con test da sforzo per la prevenzione della morte improvvisa cardiaca nella popolazione di atleti “master” impegnati in programmi di attività sportiva non agonistica.
ER  -   
