TY  -  JOUR
AU  -  Niccoli, Giampaolo
AU  -  Montone, Rocco A.
AU  -  Ferrante, Giuseppe
AU  -  Minelli, Silvia
AU  -  Crea, Filippo
T1  -  Il valore clinico dei marker infiammatori nella reazione infiammatoria dopo impianto di stent coronarico
PY  -  2011
Y1  -  2011-10-01
DO  -  10.1714/945.10348
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  10
SP  -  635
EP  -  644
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/945.10348
N2  -  L’introduzione nella pratica clinica degli stent coronarici ha rivoluzionato il modo di trattare la malattia aterosclerotica coronarica. Tuttavia la restenosi intra-stent (ISR) e la trombosi intra-stent rappresentano le due più importanti tipologie di reazioni avverse allo stent che si verificano nel follow-up dei pazienti sottoposti ad angioplastica. Accanto a fattori tecnici e procedurali, la suscettibilità individuale, ed in particolare la risposta infiammatoria, giocano un ruolo cruciale nel determinare sia l’ISR che la trombosi intra-stent. Uno dei più studiati marker infiammatori, la proteina C-reattiva (PCR), è un predittore di ISR ma non di trombosi intra-stent nei pazienti trattati con stent metallici (BMS). Al contrario, nei pazienti sottoposti ad impianto di stent medicati (DES), la PCR è un predittore di trombosi intra-stent, ma non di ISR. Alla base del differente valore predittivo dei marker infiammatori nei due gruppi di pazienti ci sono importanti differenze fisiopatologiche nello sviluppo delle reazioni avverse allo stent. Inoltre, la presenza del polimero nei DES è responsabile dell’instaurarsi di fenomeni infiammatori tardivi di natura allergica che giocano un ruolo importante nell’innescare quei processi patologici che conducono sia all’ISR che alla trombosi intra-stent tardiva. Pertanto, l’utilizzo ragionato dei marker infiammatori potrebbe diventare un valido strumento per identificare il paziente ad alto rischio di sviluppare reazioni avverse allo stent e dunque guidare la gestione del paziente stesso. In questa rassegna valuteremo l’evoluzione del ruolo prognostico dei marker infiammatori nel passaggio dall’era dei BMS a quella dei DES, evidenziando le ripercussioni in termini di strategie terapeutiche nella gestione delle due tipologie di pazienti.
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