TY  -  JOUR
AU  -  Santoro, Gennaro
AU  -  Innocenti, Daniela
AU  -  Meucci, Francesco
AU  -  Squillantini, Giovanni
AU  -  Agostini, Cecilia
AU  -  Rosso, Gabriele
T1  -  C’è ancora un’indicazione all’impianto del filtro cavale?
PY  -  2011
Y1  -  2011-09-01
DO  -  10.1714/926.10170
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  9
SP  -  566
EP  -  576
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/926.10170
N2  -  I filtri cavali sono dispositivi in grado di intrappolare meccanicamente gli emboli provenienti dal sistema venoso degli arti inferiori e pelvico e di impedire, quindi, che questi raggiungano il circolo polmonare; vengono impiantati per via percutanea. Sebbene il loro impiego sembri, in via teorica, vantaggioso, la loro efficacia clinica e il loro profilo di sicurezza risultano non chiari data la scarsità di evidenze provenienti da studi controllati randomizzati. Tali dati mancano anche a supporto delle due principali indicazioni al loro impiego, laddove si ritiene che essi forniscano i massimi vantaggi: nel caso di controindicazione alla terapia anticoagulante o nel caso di ricorrenza di embolia polmonare in corso di terapia anticoagulante. L’uso dei filtri si basa largamente sulle abitudini/pratiche/preferenze del singolo medico coinvolto nel percorso decisionale e il loro uso nella pratica clinica è sempre più esteso: occorrono perciò evidenze a conferma della loro efficacia e sicurezza; fino a quando queste non saranno disponibili, la cura dei pazienti con malattia tromboembolica o a rischio per tale condizione dovrà essere rigorosamente selezionata ed individualizzata.
ER  -   
