TY  -  JOUR
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
AU  -  Riva, Letizia
T1  -  Profilassi cardioembolica 2011:
siamo vicini al tramonto del warfarin?
PY  -  2011
Y1  -  2011-09-01
DO  -  10.1714/926.10169
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  9
SP  -  556
EP  -  565
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/926.10169
N2  -  Il warfarin da oltre 50 anni rappresenta la terapia di provata efficacia per la profilassi cardioembolica, in particolare nei pazienti con fibrillazione atriale che costituiscono oggi la maggioranza dei pazienti anticoagulati. A causa dei numerosi limiti della terapia anticoagulante orale, tuttavia, molti pazienti con fibrillazione atriale non sono anticoagulati ed in quelli trattati la qualità dell’anticoagulazione è spesso insoddisfacente. I nuovi farmaci anticoagulanti orali, l’inibitore diretto orale della trombina dabigatran e gli inibitori del fattore Xa rivaroxaban, apixaban, edoxaban, betrixaban presentano numerosi vantaggi rispetto al warfarin, in particolare non necessitano del monitoraggio laboratoristico dell’anticoagulazione. La non inferiorità ed eventuale superiorità nei confronti del warfarin insieme alla sicurezza sono già state dimostrate per il dabigatran, il rivaroxaban e l’apixaban e sono in corso di valutazione in un trial clinico di fase III per l’edoxaban. Per un’introduzione sicura dei nuovi anticoagulanti orali nella pratica clinica è necessario confermarne efficacia e sicurezza nel contesto del “mondo reale” ed implementare un sistema di sorveglianza clinica delle nuove terapie. Se queste condizioni verranno soddisfatte, è verosimile entro pochi anni il tramonto del warfarin, ma è soprattutto auspicabile una riduzione dell’undertreatment dei pazienti con fibrillazione atriale oggi esclusi dalla terapia anticoagulante orale per problemi di tipo gestionale.
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