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Qualità e performance in Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia. Aggiornamento al documento dell'Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) - Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) 2010 "Struttura e organizzazione funzionale dell'Aritmologia"

Eraldo Occhetta, Mariano Rillo, Massimo Zoni Berisso, Giovanni Bisignani, Giovanni Battista Forleo, Federico Guerra, Maurizio Landolina, Pietro Palmisano, Ezio Soldati, Giuseppe Stabile, Gabriele Zanotto, Roberto De Ponti, Renato Pietro Ricci, a nome dell'Area Qualità e Performance in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione dell'AIAC

RIASSUNTO: I grandi progressi avvenuti nell’ultimo decennio nel campo dell’elettrostimolazione ed elettrofisiologia cardiaca hanno interessato sia le modalità di gestione delle aritmie cardiache che le innovazioni tecnologiche. Parallelamente è aumentata la competenza cardio-aritmologica, con una maggiore diffusione della capacità di eseguire procedure complesse con efficienza ed affidabilità. La struttura e l’organizzazione funzionale dell’Aritmologia in Italia è stata definita in un documento congiunto dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC)-Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) pubblicato nel 2010. Il modello organizzativo proposto in quel documento basato su tre differenti Livelli di Complessità Strutturale dei Centri Aritmologici va considerato ancora oggi valido. Meritevoli di un aggiornamento appaiono invece alcuni aspetti prettamente organizzativi e cioè: a) quali competenze attribuire ai differenti Livelli di Complessità Strutturale e b) quali indicatori di performance utilizzare per misurare i livelli minimi di produttività, efficacia e sicurezza dei Centri Aritmologici. A questo proposito l’AIAC ha dato mandato all’Area Qualità e Performance in Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione di costituire una Commissione per redigere un documento ad hoc. In questo documento vengono definite nuove competenze per qualificare i Livelli di Complessità Strutturale dei Centri Aritmologici e proposti più attuali “indicatori di performance”. Per ottenere tali risultati sono stati introdotti specifici: 1) “requisiti strutturali e di processo” (procedure diagnostiche e terapeutiche effettuate, tipologia e logistica del laboratorio, strutturazione del personale e tipologia delle apparecchiature); 2) “indicatori di attività” (volume procedurale); 3) “indicatori di appropriatezza” (tipologia e modalità di esecuzione delle prestazioni); 4) “indicatori di esito” (esiti e complicanze procedurali); 5) “indicatori di qualità organizzativo-assistenziale” (modalità di gestione del paziente, dotazione di protocolli operativi e organizzativi, implementazione di sistemi per il controllo remoto dei dispositivi, ecc.). La Commissione ha poi proposto una futura ridefinizione della struttura organizzativa aritmologica italiana basata non più su una “rete gerarchica” ma su una “rete di competenze” con distribuzione su quadranti geografici locali, regionali o interregionali.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 1972-6481