La decongestione farmacologica: dal diuretico dell’ansa al blocco sequenziale

Matteo Bianco, Concetta Di Nora, Ilaria Battistoni, Gianluigi Tagliamonte, Alfredo Madrid, Massimiliano Rizzo, Luca Scudeler, Samuela Carigi, Luisa De Gennaro, Paolo Manca, Maria Vittoria Matassini, Vittoria Rizzello, Maria Denitza Tinti, Vittorio Palmieri, Renata De Maria, Marco Corda, Alessandro Navazio, Chiara Della Valle, Geza Halasz, Pier Luigi Temporelli, Massimo Iacoviello, Furio Colivicchi, Massimo Grimaldi, Fabrizio Oliva, Mauro Gori, a nome dell’Area Scompenso Cardiaco ANMCO, dell’Area Cronicità Cardiologica ANMCO e dell’Area Cardio

Riassunto. La gestione della congestione nello scompenso cardiaco rappresenta un obiettivo terapeutico cruciale, fortemente correlato a prognosi e qualità di vita. I diuretici dell’ansa giocano un ruolo importante nella gestione del trattamento, ma la loro efficacia può essere limitata da fenomeni di resistenza diuretica e da una titolazione spesso empirica. In tale contesto assume particolare importanza il concetto di “blocco sequenziale del nefrone”, che prevede l’impiego combinato di molecole attive su differenti segmenti tubulari come i diuretici tiazidici. Inoltre, nell’ultimo periodo gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 hanno dimostrato un ruolo anche in ambito decongestionante, grazie a un profilo osmotico- diuretico favorevole, sinergico con i diuretici tradizionali, e con scarsa evidenza di effetti avversi significativi su elettroliti, pressione arteriosa e funzione renale. Tuttavia, l’ottimizzazione della decongestione richiede un approccio individualizzato e dinamico, guidato da indicatori clinici e laboratoristici (come la sodiuria precoce), volto a massimizzare la risposta diuretica minimizzando i rischi di disfunzione renale, disionie o alcalosi. L’educazione del paziente e il monitoraggio domiciliare, anche attraverso tecnologie “pointof- care”, emergono come strumenti fondamentali per favorire l’aderenza terapeutica e prevenire l’abuso dei diuretici nella gestione cronica dello scompenso cardiaco.