Trattamento cardiochirurgico della patologia tricuspidale isolata: indicazioni, nuove evidenze e stratificazione del rischio

Marco Russo, Antonio Giovanni Cammardella, Francesco Loreni, Francesco Irace, Grazia Santoro, Vittoria Lodo, Matteo Matteucci, Gianpiero Buttiglione, Alessandra Francica, Michele Di Mauro, Francesco Pollari, Federico Ranocchi, Fabio Barili, Alessandro Parolari, Francesco Musumeci, a nome della Task Force SICCH Young della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca

Riassunto. La valvola tricuspide, a lungo trascurata come una struttura passiva e spesso definita la “valvola dimenticata”, ha recentemente attirato l’attenzione della comunità medica e cardiologica internazionale a causa dell’associazione dell’insufficienza tricuspidale con la disfunzione del ventricolo destro ed il riconoscimento di una prognosi sfavorevole di tale condizione. L’insufficienza tricuspidale isolata rappresenta una condizione relativamente sconosciuta e variabile, strettamente legata alle dimensioni e alla funzione del ventricolo destro e allo stato della circolazione polmonare. Attualmente, le linee guida internazionali non sono completamente chiare e complete riguardo alla strategia ottimale di trattamento, al processo di selezione dei pazienti, al timing procedurale chirurgico o transcatetere e alle tecniche da utilizzare in base all’eziologia e lo stadio della patologia. Le procedure chirurgiche specificamente mirate a correggere l’insufficienza tricuspidale isolata sono state in passato considerate complesse e rischiose. In questa rassegna, ci proponiamo di esaminare la patologia della valvola tricuspide partendo dalla valutazione preoperatoria, essenziale per la stratificazione del rischio, illustrando le varie tecniche chirurgiche e gli outcome postoperatori.