Studio BLITZ-AF Cancer: un progetto di ricerca osservazionale internazionale sui pazienti con fibrillazione atriale e cancro

Michele Massimo Gulizia, Fabio Maria Turazza, Pietro Ameri, Marco Alings, Ronan Collins, Leonardo De Luca, Marcello Di Nisio, Donata Lucci, Domenico Gabrielli, Stefan Janssens, Iris Parrini, Fausto J. Pinto, José Luis Zamorano, Furio Colivicchi, a nome dei Ricercatori BLITZ-AF Cancer

RIASSUNTO: Razionale. Il cancro è un’importante condizione associata allo sviluppo di fibrillazione atriale (FA). Obiettivi dello studio BLITZ-AF Cancer sono stati raccogliere informazioni di “real-life” sul profilo clinico e sull’uso di farmaci antitrombotici nei pazienti con FA e cancro per migliorarne la gestione clinica, nonché valutare l’associazione tra diversi trattamenti antitrombotici (o la loro assenza) e i principali eventi clinici. Materiali e metodi. Studio multinazionale europeo, multicentrico, prospettico, non interventistico condotto in pazienti con FA (confermata all’ECG) e cancro insorto entro 3 anni. In tutti i pazienti arruolati sono stati calcolati il CHA2DS2-VASc e l’HAS-BLED score. Risultati. Da giugno 2019 a luglio 2021 sono stati arruolati 1514 pazienti, 36.5% donne, provenienti da 112 cardiologie in 6 paesi europei (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo e Irlanda). L’Italia ha arruolato 971 pazienti in 77 centri. Età media dei pazienti 74 ± 9 anni, di cui il 20.9% affetto da scompenso cardiaco, il 18.1% da cardiopatia ischemica, il 9.8% da arteriopatia periferica e il 38.5% da patologie valvolari. Il 41.5% dei pazienti aveva un CHA2DS2-VASc score ≥4. Le neoplasie più rappresentate erano a carico del polmone (14.9%), del tratto colon-rettale (14.1%), della prostata (8.8%) o un linfoma non-Hodgkin (8.1%). Prima dell’arruolamento il 16.6% dei pazienti non assumeva terapia antitrombotica, mentre il 22.7% era in terapia con antiaggreganti e/o eparina a basso peso molecolare. Dopo l’arruolamento queste percentuali sono diminuite al 7.7% e 16.6% rispettivamente e, di pari passo, è aumentata dal 48.4% al 68.4% la percentuale dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC), anche a scapito di quelli in terapia con antagonisti della vitamina K. Conclusioni. Lo studio BLITZ-AF Cancer, che ha arruolato pazienti con diagnosi di FA e cancro, mette in evidenza che l’utilizzo dei DOAC da parte dei cardiologi in questo contesto clinico è aumentato, nonostante le linee guida sulla FA non diano delle precise indicazioni circa la terapia anticoagulante orale nei pazienti con cancro.