Nuove frontiere dell'elettrostimolazione: dal pacing del miocardio comune al pacing del sistema di conduzione

Raimondo Calvanese, Martina Nesti, Carlo Pignalberi, Pasquale Vergara, Lina Marcantoni, Federico Migliore, Giosuè Mascioli, Raimondo Pittorru, Manuel Antonio Conti, Alessandro Valleggi, Tania Sacco, Francesco Borrello, Amir Kol, Pietro Rossi, Gaetano Thiene, Francesco Zanon

RIASSUNTO: Per molti anni l’elettrostimolazione cardiaca si è basata quasi esclusivamente sulla stimolazione del miocardio comune del ventricolo destro per la correzione dei difetti di conduzione. La nascita e lo sviluppo della resincronizzazione cardiaca hanno determinato un crescente interesse volto alla correzione e alla prevenzione della dissincronia cardiaca indotta dal pacing. Numerosi studi osservazionali e trial randomizzati hanno dimostrato che la stimolazione del sistema di conduzione (CSP) non solo è in grado di prevenire la dissincronia indotta dal pacing del ventricolo destro ma può anche correggere la dissincronia indotta da blocchi prossimali del sistema di conduzione con un’efficacia pari, se non superiore, alla stimolazione biventricolare in termini di riduzione di durata del QRS e di dissincronia ventricolare. Sulla scorta di questi risultati, numerosi centri italiani di elettrostimolazione hanno progressivamente modificato il target dalla stimolazione dal miocardio comune alla CSP. Le due tecniche che hanno avuto maggiore diffusione nella pratica clinica sono la stimolazione del fascio di His e la stimolazione della branca sinistra. Quest’ultima in particolare, in considerazione della maggiore semplicità di impianto e dei migliori parametri di sensing e pacing, viene utilizzata sempre più spesso e sta rappresentando una vera rivoluzione nel campo dell’elettrostimolazione. Tuttavia, nonostante la crescente mole di dati, le indicazioni della Società Europea di Cardiologia relegano la CSP ad un ruolo, per il momento, ancora molto limitato.