Gli effetti renali degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 in pazienti con malattia cardiovascolare con e senza insufficienza renale cronica

Manuela Benvenuto, Gaetano Panzarella, Ermal Shehaj, Chiara Valenti, Pasquale Caldarola, Furio Colivicchi, Domenico Gabrielli, Massimo Iacoviello, a nome dell’Area CArdio REno MEtabolica (CARE ME) dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospe

RIASSUNTO: Il rene svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’omeostasi del glucosio che viene utilizzato come substrato metabolico, generato attraverso il meccanismo della gluconeogenesi e riassorbito nel filtrato glomerulare attraverso l’azione dei cotrasportatori sodio-glucosio di tipo 1 e 2 (SGLT1/2) situati nel tubulo prossimale. Studi recenti hanno dimostrato che l’inibizione del riassorbimento renale del glucosio, ottenuta attraverso la somministrazione di inibitori dei cotrasportatori sodio-glucosio, riduce significativamente gli eventi avversi renali e le esacerbazioni dell’insufficienza cardiaca, non solo nei pazienti diabetici, con e senza danno cardiovascolare accertato, ma anche nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica avanzata e nei pazienti con insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione indipendentemente dalla presenza del diabete. L’entità del beneficio è stata rilevante nelle diverse condizioni cliniche studiate e ha comportato una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari avversi maggiori registrati in ogni studio. In tutti gli studi controllati l’efficacia degli inibitori dei cotrasportatori sodio-glucosio è stata fortemente associata alla riduzione della progressione del danno renale, come evidenziato dalla significativa riduzione della mortalità globale ottenuta nei due studi che hanno arruolato popolazioni di pazienti diabetici e non, affetti da insufficienza renale cronica avanzata. Entrambi gli studi sono stati interrotti precocemente all’analisi ad interim per l’evidente superiorità della terapia nel braccio trattato. Scopo di questa rassegna è quello di esaminare il ruolo di SGLT2/1 sia in condizioni fisiologiche che in corso di cardio-nefropatia associata o meno a diabete mellito di tipo 2 e l’effetto dell’inibizione di SGLT2/1 sugli esiti clinici in popolazioni con differente rischio cardiovascolare, arruolate in diversi trial clinici randomizzati controllati.